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Ancora pochi giorni per il bando dell’Ocm. E accelerazione sui decreti ancora mancanti per l’attuazione del Testo Unico. Lo ha annunciato oggi a Verona il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante il convegno Vinitaly su "Investire nel vino", davanti alla platea degli imprenditori vinicoli che attendono con ansia le misure per la promozione all’estero e un quadro normativo più definito dopo l’entrata in vigore del Testo Unico.

«Il governo deve aiutare ad accompagnare e incoraggiare il settore – ha dichiarato il premier –. Cercheremo di proseguire, per il tempo che ci rimane, questi sforzi. il Testo Unico del Vino è in fase di attuazione: ci sono 28 decreti e su alcuni stiamo ancora lavorando. So che dal mondo delle imprese c’è molta attenzione al bando Ocm, che uscirà nei prossimi giorni».

Ma Gentiloni - che ha voluto visitare gli stand delle aziende provenienti dai territori colpiti dall'ultimo sisma - ha ribadito l’attenzione al contesto più ampio dei mercati globali. Una delle missioni chiave di Vinitaly, che vede in questa edizione la presenza di delegazioni di buyer provenienti da 58 paesi e di operatori professionali da più di 140 nazioni.

«Possiamo migliorare la nostra scommessa sull’Asia - ha riconosciuto il premier -. Abbiamo fatto passi in avanti, ma abbiamo ancora del terreno da recuperare nei confronti dei principali competitor. La priorità della diplomazia italiana è sostenere la penetrazione del Made in Italy sui mercati esteri».

Il settore ha bisogno di un contesto in cui «il lavoro fatto in questi anni non venga disperso e senza incognite geopolitiche - ha  concluso il presidente del Consiglio - . Abbiamo bisogno che gli scambi proseguano senza dazi, chiusure o tariffe, ma con la tutela dei prodotti originali di cui il nostro Paese ha bisogno».

Come cambia il mercato americano

«La piazza degli Stati Uniti è molto importante per il nostro export e per fortuna in poco tempo siamo stati capaci di riguadagnare la posizione perduta solo pochi mesi fa. Restano sul piatto, comunque, ancora molte preoccupazioni, legate soprattutto all'incognita dei dazi all'import. Anche se il boom del prosecco avvenuto nell'ultimo periodo fa tirare un sospiro di sollievo ai nostri produttori. Il trend positivo delle bollicine, però, non deve far dimenticare di lavorare molto anche sui vini storici che hanno reso grande la nostra tradizione vinicola», ha aggiunto Sandro Boscaini, presidente di Federvini.

«Siamo un paese a fortissima vocazione export, non solo nel settore agro-alimentare dove il vino guida la classifica in valore. L'Italia deve sostenere con forza il mantenimento degli accordi commerciali internazionali - sottolinea Chiara Lungarotti, consigliere di Federvini -. Abbiamo bisogno di regole che aiutino gli scambi e il libero mercato, tutelando la qualità, soprattutto quando sono in gioco operatori piccoli e medi, come siamo noi tutti nella maggior parte dei casi».

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Addio crisi? La ripresa del mercato interno

Ma, accanto all’impegno continuo sui mercati internazionali, non va sottovalutata la salvaguardia del mercato nazionale, che lo scorso anno ha registrato una performance inaspettata.

Pur senza trionfalismi - la ripresa non ha permesso ancora di raggiungere le cifre pre-crisi - la maggiore fiducia nelle prospettive generali del Paese ha stimolato i consumi fuori casa, in particolare grazie alla ristorazione e al turismo, quest'ultimo tornato ad essere particolarmente favorevole per l’Italia, anche grazie alla situazione geopolitica complessiva.

Sinergie con territori e cultura

«Il vino oltre ad essere un richiamo importante per l'immagine del Paese, è anche un elemento fondamentale per entrare con maggiore attenzione nella realtà territoriale - rileva Lungarotti - ma se con la ristorazione il rapporto è talmente solido da rappresentare molto spesso anche il migliore canale di ingresso nei mercati stranieri, il rapporto con il turismo va ancora meglio sviluppato, rafforzando il legame che con attività legate al patrimonio culturale e ambientale: da questo punto di vista la legge sull'Enoturismo potrà fare molto».

Oltre all'attenzione sul valore dei territori, delle produzioni vitivinicole e dei prodotti bisogna accrescere l'impegno sugli aspetti legati alla sostenibilità ambientale e sociale - sempre più rilevanti per i consumatori - che rappresentano la nuova sfida del settore alimentare. In questo caso è necessario ragionare in termini di filiera e lavorare insieme alle Istituzioni per avere tutti lo stesso programma e gli stessi obiettivi.

Concentrare le energie sul valore del prodotto anche nei mercati internazionali, cogliere tutte le opportunità per migliorare il sistema di promozione dei nostri vini, evitare gli errori del recente passato: questo il mantra per i prossimi anni.

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