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Il nuovo regolamento sulle Indicazioni geografiche dell'Unione europea di vini, bevande spiritose e prodotti agricoli e regimi di qualità dei prodotti agricoli, approvato dall’Eurocamera il 28 febbraio con un maggioranza di quasi il 90% (520 a favore, 19 contrari e 64 astenuti), entrerà in vigore i primi giorni di aprile.

Con l’accordo raggiunto tra i negoziatori di Parlamento europeo (Paolo De Castro), Consiglio (il ministro spagnolo Luis Planas) e Commissione (il commissario Janusz Wojchechowski) si crea per la prima volta un vero testo unico europeo sulle produzioni di qualità, in grado di garantire un maggiore allineamento e una maggiore chiarezza tra tutti i settori, incluso quello vitivinicolo. Allo stesso tempo, alcune norme ad-hoc per questo settore, quali l’etichettatura e il sistema dei controlli, verranno mantenute nel regolamento OCM della PAC, salvaguardandone la specificità. 

La DOP economy vale oggi, a livello europeo, oltre 80 miliardi di euro. Non si tratta più di una semplice questione culturale di pochi Stati membri particolarmente affezionati alla propria tradizione culinaria, ma di un vero patrimonio economico, sociale e politico europeo.

In linea con quanto richiesto dal Parlamento - ha spiegato De Castro - alcune modifiche sono state necessarie a partire dagli obiettivi di questa riforma, che ora includono la necessità di garantire un reddito adeguato ai produttori di qualità, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo rurale.

I negoziati, avviatisi nello scorso giugno sotto Presidenza svedese, e giunti a conclusione durante il semestre di Presidenza spagnola, sono stati incardinati su quattro pilastri: 

1. rafforzamento del ruolo dei consorzi, 

2. maggiore protezione, 

3. semplificazione e chiarimento del ruolo dell’EUIPO, 

4. sostenibilità, benessere animale e trasparenza nei confronti dei consumatori.

1. In merito al primo punto, i consorzi rappresentano il motore di sviluppo delle IG, e continueranno a rimanere in mano solo ai produttori e agli operatori lungo la filiera produttiva, con maggiori e migliori responsabilità, tra cui la lotta alle pratiche svalorizzanti e la promozione del “turismo ad indicazione geografica”, che si ritiene possa rivelarsi un vero volano per lo sviluppo dei territori. 

Per quanto riguarda i criteri di riconoscimento dei consorzi, sono stati salvaguardati schemi nazionali, come quello italiano, che già funzionano in modo efficace. Agli Stati membri verrà inoltre riconosciuta la possibilità di introdurre sistemi di contributi erga-omnes, che prevedano l’obbligo per tutti i produttori di sostenere i costi del consorzio per lo svolgimento delle attività previste dal Regolamento.

Non solo, i consorzi riconosciuti beneficeranno di un rafforzamento delle proprie prerogative, tra cui l’estensione da 3 a 6 anni per i piani di regolazione dell’offerta o la possibilità di redigere clausole di condivisione del valore lungo la filiera per i propri membri.

2. Passando all’obiettivo di una protezione più efficace, i principali passi in avanti riguardano:

• la protezione on-line e nel sistema dei domini, che dovrà diventare ex-officio tramite un sistema di geo-blocking che obbligherà gli Stati membri a bloccare l’accesso a tutti i contenuti evocativi di una Indicazione Geografica, anche grazie a un alert system sviluppato da EUIPO;

• la protezione delle IG utilizzate come ingredienti, rendendo obbligatorio per i trasformatori l’indicazione in etichetta della percentuale di prodotto IG all’interno del prodotto trasformato (che dovrà essere sufficiente a caratterizzare quest’ultimo), e vietando utilizzo di altri prodotti comparabili alla IG.

Inoltre, nel caso esistano consorzi riconosciuti, i trasformatori saranno obbligati ad informarli per iscritto dell’utilizzo della IG, e dovranno attendere un avviso di ricevimento, sempre per iscritto, che potrà includere indicazioni sul corretto utilizzo dell’indicazione geografica.

Gli Stati membri avranno poi la possibilità di rafforzare ulteriormente questo sistema, predisponendo una procedura autorizzativa a livello nazionale;

• la protezione internazionale, con la possibilità per i consorzi riconosciuti, la cui IG abbia un mercato internazionale, di essere registrati automaticamente all’atto di Ginevra dell’accordo di Lisbona, che prevede una protezione rapida e indefinita in tutti i paesi firmatari, anche extra-Ue.

Sono state poi eliminate tutte quelle falle del sistema che consentivano a Stati membri o produttori di sfruttare indebitamente la reputazione delle indicazioni geografiche, tramite norme tecniche nazionali, come nel caso dell’aceto balsamico sloveno e cipriota, o addirittura strumenti unionali, quali le menzioni tradizionali, nel caso del Prosek made in Croazia. In particolare, è stata chiarito nella definizione di menzione tradizionale come queste non possano corrispondere o evocare IG riconosciute.

3. Per semplificare davvero il sistema di registrazione, sono stati definiti tempi certi per l’esame delle richieste di registrazione e di modifica dei disciplinari delle IG da parte della Commissione, riducendoli a 6 mesi, estendibili di ulteriori 5 solo nel caso in cui la richiesta sia incompleta e debbano essere presentate ulteriori informazioni.

Allo stesso tempo, i soli emendamenti che implicano effetti reali sul mercato unico dovranno passare dall’approvazione della Commissione europea. Tutte le altre modifiche dovranno essere gestite esclusivamente a livello nazionale (inclusa la possibilità per i prodotti DOP di derogare temporaneamente dalle quote minime di utilizzo di mangimi provenienti dall’areale di produzione, per far fronte a condizioni di emergenza climatiche, economiche o geopolitiche), evitando quel doppio passaggio che, ad oggi, rallenta significativamente ogni procedura di modifica.

Verranno quindi ridotti in modo significativo i dossier che dovranno essere analizzati a livello europeo: per questo, non si rende necessario un maggiore coinvolgimento, in particolare nella fase di scrutinio delle modifiche dei disciplinari, dell’Ufficio europeo sulla proprietà intellettuale (EUIPO).

EUIPO potrà tuttavia dare un importante supporto consultivo su questioni amministrative, e contribuire alla tutela e alla promozione delle IG, in particolare tramite lo sviluppo di un registro europeo on-line delle indicazioni geografiche.

4. Venendo al necessario obiettivo della sostenibilità, la natura stessa delle IG e la loro tradizione secolare confermano come questi prodotti siano sostenibili di per sé. Per potere meglio comunicare ai consumatori l’impegno dei produttori, è stata inserita la richiesta di elaborazione da parte dei consorzi, inizialmente su base volontaria, di un rapporto di sostenibilità che spieghi ciò che svolgono in termini di sostenibilità ambientale, economica, sociale e di rispetto della salute e del benessere animale.

Al contempo, è stata eliminata la delega alla Commissione di definire tramite atti delegati le norme di sostenibilità in diversi settori e i criteri per il riconoscimento delle norme di sostenibilità esistenti, in quanto questo andrebbe contro la tutela delle specificità delle singole produzioni e filiere produttive.

Strettamente collegato al tema della sostenibilità, è quello della trasparenza verso il consumatore: per questo è stato inserito l’obbligo di indicare sull’etichetta di qualsiasi prodotto IG il nome del produttore.

"Il successo di oggi - continua De Castro - restituisce un esempio di come l’Europa, quando è spinta dalla giusta volontà politica, sia in grado di accompagnare gli agricoltori verso quei modelli produttivi che hanno reso la nostra filiera agro-alimentare ineguagliabile al mondo in termini di qualità e sostenibilità del cibo, grazie a un modello unico di tutela, gestione e promozione dei prodotti ad indicazione geografica, sinonimo di eccellenza, unicità e legame con il territorio."

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