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 Il sistema delle Indicazioni Geografiche è strategico per la filiera agroalimentare italiana ed esprime importanti valori economici: 19,1 miliardi di euro nel 2021 (+29% rispetto al 2016) per un peso sul totale agroalimentare del 21%.

Le IG sono ambasciatrici del made in Italy nel mondo: nel 2021 l’export italiano di questi prodotti ha raggiunto 11 miliardi di euro (+27% sul 2016).

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Forte riconoscibilità e reputazione: il 58% dei consumatori ritiene importante la presenza del marchio DOP/IGP quando acquista prodotti alimentari o vino e per il 53% le IG sono sinonimo di garanzia di qualità. Per il 68% degli italiani hanno una qualità superiore rispetto ai prodotti generici mentre per il 74% garantiscono anche una maggiore tracciabilità del processo produttivo. Il che si traduce in una maggiore disponibilità a spendere da parte del consumatore.

L’Italia, ad oggi, nel settore vino conta 526 DOP e IGP che hanno un peso totale del 16% in Europa, mentre gli spiriti ad indicazione geografica sono 35.

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Nella primavera del 2022 la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione della disciplina sulle Indicazioni geografiche. L’iniziativa di revisione riguarda anche l’Aceto Balsamico di Modena e il Vermut di Torino.

La proposta intende, tra l’altro, conferire maggiori poteri e responsabilità ai produttori, ridurre le nuove forme di violazione (Internet), migliorare l'efficacia dell'applicazione e dei controlli che garantiscono l'autenticità dei prodotti, colmare le lacune legislative e renderà più efficienti le procedure di registrazione.

La proposta diviene ancora più rilevante se si considera che negli ultimi tempi si sono intensificati gli attacchi all’Aceto Balsamico di Modena. Dopo la Slovenia, il 22 giugno scorso Cipro ha adottato un Regolamento in materia di preparazione, composizione, etichettatura, presentazione e immissione sul mercato dell'aceto e del sostituto dell’aceto, che, stabilendo condizioni minime in materia di regole di produzione, qualità, etichettatura e tipologia che devono rispettare gli aceti sul mercato cipriota, introduce una definizione di aceto balsamico. 

Anche in questo caso la reazione italiana non si è fatta attendere: il Governo ha trasmesso alla Commissione europea un parere circostanziato per manifestare le proprie riserve. Purtroppo ad oggi non risultano essere pervenute risposte né dalla Commissione né da parte di Cipro. La norma cipriota

segue di appena un anno l’iniziativa slovena, sulla quale il nostro Governo non è ancora intervenuto presso la Corte di giustizia dell’Unione europea. 

Il 20 aprile 2023 presso la Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale (COMAGRI) del Parlamento europeo, si è votato sul progetto di parere presentato dal relatore On. Paolo De Castro.

L’approvazione all’unanimità da parte della Commissione della proposta conferma l’obiettivo del Parlamento europeo di continuare a far evolvere un sistema senza eguali nel mondo, che già funziona in modo efficace, generando valore senza bisogno di investire alcun fondo pubblico. Il testo approvato crea per la prima volta un vero Testo unico europeo sulle produzioni di qualità, in grado di garantire un maggiore allineamento e una maggiore chiarezza tra tutti i settori, pur salvaguardando le diverse specificità.

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