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L'Italia sempre più in prima fila nelle vendite all'asta di vini di pregio. Lo conferma un report di iDealwine, leader nelle aste di vini online e prima casa d’aste in Francia. Nel suo Barometro annuale, un report contenente un’analisi dettagliata sul mercato dei fine wines nelle vendite all'incanto, emergono le nuove tendenze. I dati contenuti all’interno del report sono stilati sulla base di circa 200.000 bottiglie messe all’asta ogni anno e permettono di identificare i vini più ricercati, i record regione per regione e quelle che saranno le tendenze del mercato dei vini pregiati per l’anno a venire. Lo scorso anno iDealwine ha organizzato 47 vendite all’asta, di cui nove collezioni private, per un totale di 197.928 bottiglie aggiudicate e un valore complessivo di 38,3 milioni di euro (+40%), commissioni d’acquisto incluse.

Il 2022 si è caratterizzato per un generale fenomeno di aumento dei prezzi di aggiudicazione: il prezzo medio per bottiglia (eq. 75cl) ha sfiorato i 194 euro (+39%). Senza sorprese, anche nel 2022, sono state le regioni di Bordeaux, Borgogna e Valle del Rodano a primeggiare in termini di valore e volumi all’asta, rispettivamente con una percentuale del 73% e 83,6%.

Tra le 14 regioni analizzate all’interno del report, insieme alle grandi icone emergono però tanti nuovi volti e astri nascenti del mondo del vino. Una delle più importanti protagoniste del 2022 è stata sicuramente l’Italia: la crescente ricerca dei fine wines italiani da parte dei collezionisti è un fenomeno piuttosto recente e che non sembra aver intenzione di arrestarsi. 

I grandi vini italiani nel mirino dei collezionisti

I fine wines italiani la fanno da protagonista nelle aste iDealwine ormai da diversi anni, rappresentando nel 2022 il 61% dei vini non francesi presenti nel catalogo delle vendite, contro il 39% del 2021. In termini di valore (+53%) e volumi (+32%), l’Italia è ormai l’ottava “regione” nella classifica delle regioni vinicole aggiudicate su iDealwine e dunque la più ricercata dopo i vini francesi.

I produttori più celebri, e da sempre più ricercati, del panorama vinicolo tricolore sono stati i protagonisti indiscussi di questo 2022. Che si tratti della TOP 20 delle tenute più scambiate o della classifica dei lotti più cari, 19 posizioni su 20 sono occupate da nomi provenienti dalle prestigiose regioni del Piemonte e della Toscana. La concentrazione della domanda su alcuni produttori di punta inizia a diventare una regola anche per i fine wine italiani. L’aumento di valore dei lotti più cari aggiudicati nel 2022 è un’evidenza, il loro prezzo medio è pari a 809 euro, ossia sette volte il prezzo medio del resto dei vini italiani aggiudicati all’asta nel 2022. Il Veneto è l’unica regione al di fuori della Toscana e del Piemonte ad apparire nelle TOP 20.

L’Italia, come la Francia, possiede numerosi produttori che lavorano nel rispetto dell’ambiente. Questa tendenza è emersa all’asta anche per i grandi vini italiani, dove numerose realtà che utilizzano un approccio biologico e biodinamico nelle vigne hanno fatto capolino nelle aste del 2022. Se negli scorsi anni regioni come l’Abruzzo e la Lombardia (Valtellina, Oltrepò Pavese) erano apparse nelle aste di iDealwine, nel 2022 la vera protagonista per questa corrente di pensiero è stata la Sicilia: lo scorso anno sono state scambiate in tutto 204 bottiglie per questa regione e sono state diverse le tenute ad aver avuto successo. 

Le principali tendenze del mercato

  • Un anno caratterizzato da due fasi contrastanti: se il primo semestre si è contraddistinto per un forte aumento dei prezzi, la seconda parte dell’anno, invece, ha registrato una netta flessione, nonché un ribasso per le quotazioni di certi vini il cui valore era salito alle stelle tra il 2021 e 2022, in particolare per alcune grandi icone. Un ribasso che, nonostante tutto, non compensa gli aumenti di valore osservati nel corso del primo semestre. Questo momento di tregua è legato al contesto geopolitico internazionale e alla crescente inflazione che ha spinto i collezionisti e amanti del vino ad essere molto più prudenti nei loro acquisti

  • La supremazia quasi incontrastata della Borgogna: 1a regione in termini di valore (45,3% del totale aggiudicato, +65%) e la 2a per volume (22,8%) dietro Bordeaux (36,6%). Nel 2022, il prezzo medio per bottiglia per la regione Borgogna ha sfiorato i 384 euro registrando un amento di valore del 59%. I vini borgognoni occupano ben 31 posti nella TOP 50 dei lotti più costosi aggiudicati su iDealwine e l’integralità della TOP 50 delle bottiglie più care, nonché il primo posto nella classifica dei vini biologici e naturali

  • Forte aumento dei prezzi anche per la regione Champagne: la terra dalle rinomate bollicine è la 2a regione con il prezzo medio per bottiglia più alto, 259 euro (+42%)

  • I vini biologici, biodinamici e naturali sempre più presenti tra i vini più costosi aggiudicati all’asta. In generale, anche le quotazioni dei vini naturali hanno registrato notevoli aumenti e certe tenute hanno superato la soglia dei 1.000 euro a bottiglia.

  • La rarità come fattore preponderante: le micro-tenute, le produzioni dal profilo riservato e le vecchie annate quasi introvabili sono stati i principali fattori che hanno causato l’impennata dei prezzi per certe regioni.

 

 

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