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Nelle aule della Camera approda una piccola guerra sul "vino sottomarino". Il deputato leghista Lorenzo Viviani, ha depositato in commissione Politiche agricole un’interrogazione firmata anche da altri otto parlamentari del Carroccio, tra cui il commissario ligure Edoardo Rixi, per tutelare il “vino degli abissi” Portofino doc, uno spumante metodo classico prodotto dall’azienda agricola Bisson di Sestri Levante con affinamento in bottiglia sul fondo del Mare Ligure, a 60 metri di profondità, nel parco marino di Portofino. Nell'interrogazione al ministro Patuanelli si denuncia l'arrivo, nelle stesse acque, “da un terroir unico della Cote de Bar Francese, [di] tremila bottiglie numerate di champagne, Pinot Noir in purezza”. Le bottiglie sono state immerse nell'aprile 2017.

Il problema è che sull’etichetta del vino francese compare la scritta “Portofino”: secondo il deputato ciò potrebbe indurre ingannevolmente il consumatore a ritenere che si tratti di “Portofino doc”, quando invece, si scrive nell'interrogazione, "il vino, seppur rinomato, non ha nulla a che fare con il nostro territorio, visto che viene interamente vinificato in Francia”.

I deputati, infine, sottolineano che “la tracciabilità del prodotto francese non è assicurata perché è sconosciuto il modo con cui queste bottiglie siano giunte nell’area marina protetta di Portofino, essendo prive di un’etichetta originale, che invece viene applicata solo al momento della commercializzazione, pur indicando l’origine francese del vino”.

Non si è fatta attendere la replica degli interessati. Vale a dire la Jamin, srl italiana che ha sede a Cala degli Inglesi, nell'Area marina protetta di Portofino, responsabile del progetto e della posa sottomarina dello champagne "-52 Cloe Marie Kottakis". "Nessuna guerra, nessuno scippo e non abbiamo copiato il processo produttivo - hanno dichiarato a La Stampa. Francesi noi? Siamo una società italiana al 100 per 100, iscritta al registro delle imprese italiane nella sezione delle startup innovative a carattere scientifico. Nell'interrogazione del deputato Viviani si legge che Jamin usa la stessa procedura dell'azienda di Sestri Levante ma si tratta di tecniche, prodotti, tipologia di azienda e, soprattutto, metodi differenti. La Jamin ha commissionato la produzione di champagne per sperimentare e validare gli effetti del cantinamento marino sullo champagne. In quanto all'etichetta, viene riportata la parola Portofino soltanto, e nei termini di legge della retro-etichetta, come da accordo di promozione in essere, e con il logo dell'Area marina per la collaborazione allo studio". Le bottiglie di "-52 Cloe Marie Kottakis", come si legge nel sito di Jamin, sono comunque destinate al mercato, anche se limitate "alla ristorazione di alto livello presso Ristoranti ed enoteche esclusivisti e Ambassador dei Prodotti di Jamin".

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