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03 marzo 2010

I dati contenuti nella relazione del ministero della Salute in materia di alcol e problemi alcol-correlati negli anni 2007-2008, presentato nei giorni scorsi al Parlamento, dimostrano come il nostro Paese se confrontato col resto degli Stati dell’Unione registra livelli medi di consumo delle bevande alcoliche inferiori alla media europea. Nonostante l’esistenza di comportamenti a rischio che non vanno sottovalutati, il consumo di bevande alcoliche in Italia resta saldamente legato ad uno stile e a una tradizione legata alla convivialità, alla buona tavola e alla moderazione.

I risultati evidenziati dal rapporto del ministero della Salute dimostrano inoltre quanto rilevato dallo studio dell’Ispo, l’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione, del prof. Renato Mannheimer, commissionato da Federvini sul rapporto tra i giovani e l’alcol presentato nel maggio scorso. In base all’indagine risultava infatti che la tendenza ad eccedere con l’alcol tocca una parte minoritaria di popolazione e varia molto al variare dell’età. In Italia, quindi, contrariamente a quanto succede negli altri Paesi europei (e cioè in quelli del Nord: Regno unito e Germania) la tendenza ad eccedere con l’alcol riguarda una piccola parte della popolazione. In particolare poi, il Binge drinking, il bere non spesso ma molto, nel nostro Paese è un fenomeno meno frequente e riguarda un segmento molto ristretto di giovani, solo uno su dieci. Nonostante ciò, la Federazione italiana industriali produttori importatori ed esportatori di vini acquaviti liquori sciroppi ed affini, condivide la necessità di agire, soprattutto nei confronti dei giovani, nella promozione di stili di consumo mediterranei, e cioè moderati, conviviali e ai pasti, tipici della nostra cultura secolare e garanzia di responsabilità e misura. A conferma dell’impegno dell’intero comparto dei produttori di vino e spirits, Federvini è impegnata da sempre nella divulgazione di quello che è possibile chiamare Stile mediterraneo di consumo delle bevande alcoliche. A questo riguardo Federvini ha lanciato nei mesi scorsi una campagna di comunicazione la diffusione del video realizzato dalla Federazione stessa nelle reti Mediaset e in molte altre emittenti locali.

Occorre essere molto chiari nella condanna dei comportamenti legati all’abuso, come il binge drinking, ed educare soprattutto i giovani al gusto del bere moderato come valido deterrente allo sballo. Per questo motivo Federvini sottolinea la necessità di adottare un approccio positivo che eviti di demonizzare le bevande alcoliche e imponga inutili divieti, spesso facilmente aggirati, come unico modo per evitare il fenomeno dello sballo. Un modello educativo basato più sull’importanza del buon bere che sulle logiche del proibizionismo, che deve però partire dalle famiglie e dalle scuole in quanto nuclei fondamentali dove dovrebbe nascere e crescere la coscienza sociale dei giovani. Queste ultime non vanno però lasciate sole. Per questo occorre l’applicazione e il rispetto di regole certe, soprattutto per quel che riguarda i limiti alla somministrazione di bevande alcoliche ai più giovani e i livelli consentiti per chi si mette alla guida, anche attraverso maggiori controlli nei locali e sulle strade. L’intero comparto dei produttori di vino, acquaviti e liquori conferma così il proprio impegno nella difesa delle regole esistenti e il rispetto dell’età di somministrazione, senso di responsabilità confermato dall’attuazione dell’autodisciplina pubblicitaria, ma sottolinea l’importanza della prevenzione e dell’informazione attraverso un maggior coinvolgimento delle famiglie del mondo della scuola.

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