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01 dicembre 2009

“Demonizzare il vino e le bevande alcoliche non serve a nulla. Così come il ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, anche Federvini sostiene la necessità di agire, soprattutto nei confronti dei giovani, nella promozione di stili di consumo mediterranei, e cioè moderati, conviviali e ai pasti, tipici della nostra cultura secolare e garanzia di responsabilità e misura”.

È il commento di Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini, la Federazione italiana industriali produttori importatori ed esportatori di vini acquaviti liquori sciroppi ed affini, al messaggio lanciato dal ministro Zaia in occasione dell’incontro organizzato dalla Federazione italiana pubblici esercizi sulle cause degli incidenti stradali che si è svolto nei giorni scorsi a Milano. “In Italia - ricorda Vallarino Gancia - contrariamente a quanto succede negli altri Paesi europei (e in particolare con quelli del Nord: UK e Germania) la tendenza ad eccedere con l’alcol riguarda una piccola parte della popolazione. In particolare poi, il Binge drinking, bere eccessivamente con lo scopo di stordirsi, nel nostro Paese è un fenomeno meno frequente e riguarda un segmento molto ristretto di giovani, solo uno su dieci. È il segno – conclude il numero uno dei produttori di vino e bevande alcoliche – che la cultura della moderazione nel nostro Paese è ben radicata, grazie all’insegnamento trasmesso dalle famiglie di uno stile di consumo responsabile, diluito, ai pasti e conviviale. Una modalità di consumo che non lascia spazio alla cultura dello sballo e agli incidenti stradali causati dall'eccesso di alcol”.

In occasione del meeting organizzato nei giorni scorsi a Roma dal Club del Marketing insieme all’Aci Vallelunga, Prisca Taruffi, testimonial della F1, pilota professionista e direttore tecnico di corsi di formazione di guida sicura, ha dichiarato che "al di là delle facili accuse contro l'abuso dell'alcol come causa principale dell'incidentistica stradale, sarebbe più onesto e serio avviare un'efficace campagna di prevenzione e di formazione indirizzata ai giovani facendo toccare con mano i rischi e le conseguenze di una guida irresponsabile. In ogni Comune e Provincia italiana sono disponibili aree per poter organizzare corsi di guida sicura dove già, per esperienza, si è evidenziata una maggiore facilità di comunicare con i ragazzi e ragionare in termini di sicurezza in modo positivo ed emozionale anziché scolastico e dogmatico. La patente acquisita attraverso l'autoscuola – ha proseguito Prisca Taruffi – è ormai percepita come una mera prassi burocratica, e un'azione di sensibilizzazione attraverso questa rete rischia di rimanere un'iniziativa sterile. Se il Governo volesse prendere davvero un'iniziativa seria, dovrebbe agevolare l'organizzazione e la fruizione di corsi specifici di guida sicura insieme alle altre iniziative di comunicazione a cominciare dalle scuole medie".

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