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25 novembre 2009

Federvini ha presentato le proprie considerazioni e proposte di revisione della legge sulla tutela delle Denominazioni di origine e delle Indicazioni geografiche (L 164/92) nel corso dell’audizione che si è svolta ieri pomeriggio alla commissione Agricoltura del Senato.

Le posizioni e le proposte illustrate dalla Federvini possono sintetizzarsi come segue:

  • apprezzamento per il significativo miglioramento delle regole sulla tutela delle Denominazioni di origine e delle Indicazioni geografiche;
  • affidamento al Mipaaf delle norme per il loro riconoscimento;
  • coerenza delle regole di produzione e disciplinari;
  • miglioramento del sistema dei controlli e quadro sanzionatorio;
  • semplificazione degli oneri di gestione amministrativa , oggi in Italia particolarmente elevati rispetto alle altre filiere vitivinicole europee.

In particolare, Federvini ha sottolineato come quest’ultimo aspetto costituisce una priorità assoluta per Federvini perché influisce in modo determinante sulla competitività del sistema Italia.

Per quanto riguarda il secondo punto, Federvini ha ribadito la necessità già espressa in passato, di mantenere un quadro nazionale di riferimento affidato al ministero delle Politiche agricole per garantire la presenza di un filo conduttore nella politica di valorizzazione e tutela attraverso gli strumenti delle Dop e Igp. Ciò appare indispensabile nel momento in cui la nuova Organizzazione comune di mercato (Ocm) andrà a modificare le modalità di riconoscimento di una Denominazione di origine o di una Indicazione geografica.

Federvini ritiene perciò necessaria e non più procrastinabile una sostanziale “manutenzione” della struttura dei disciplinari di produzione, con l’obiettivo di garantire il rispetto effettivo ed efficace delle tradizioni di ciascuna zona, attraverso la creazione di una gerarchia di funzionalità tra legge quadro e disciplinari sancita nell’ambito di un quadro normativo di carattere generale.

L’Italia ha una tradizione radicata nella storia del settore vitivinicolo sul piano dei controlli in quanto fondamentali per raggiungere il livello di qualità a cui si è giunti. E’ quindi necessario che il sistema dei controlli legato all’uso di una Denominazione di origine o Indicazione geografica deve poter raccordare quelli oggi esistenti nell’Unione Europea senza creare dislivelli sia in termini economici che applicativi.

Per quanto riguarda il tema delle sanzioni, infine, la Federvini ha sottolineato l’importanza di raccordare le modifiche apportate al sistema sanzionatorio previsto dalla legge 82/2006, con le disposizioni specifiche sulle contestazioni che hanno per oggetto le violazioni delle norme relative alle Dop e le Igp.

Federvini ha quindi concluso il proprio intervento ringraziando il presidente, Paolo Scarpa Bonazza Buora e l’intera commissione, per la disponibilità e l’attenzione.

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