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Nessuna novità per cibi e bevande italiane riguardo ai dazi statunitensi. Nella nuova lista allargata sui prodotti Ue da colpire a seguito della disputa sugli aiuti al settore aereonautico, si legge che le modifiche introdotte colpiscono maggiormente Francia e Germania, mentre risparmiano, oltre all’Italia, il Regno Unito (in negoziato bilaterale con gli Usa) e la Grecia, che è stata tolta dalla lista dei paesi colpiti da dazi sui formaggi. Gli Usa sono tenuti per legge a rivedere periodicamente i dazi e stavolta hanno apportato piccole modifiche all'elenco.

Nell’ambito del sostegno Ue ad Airbus gli Usa sono stati, infatti, autorizzati dal Wto ad applicare sanzioni per un limite di 7,5 miliardi di dollari all’Unione Europea che tuttavia lo scorso 24 luglio, a seguito dell’annuncio del consorzio Airbus della revisione degli aiuti di Stato ricevuti, che rende i sostegni “pienamente conformi alla sentenza dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), ha invitato gli Stati Uniti a rimuovere immediatamente tali provvedimenti, che sarebbero ora ingiustificati.

Il mancato aumento dei dazi è stato accolto positivamente sulla sponda europea. Fonti dell'esecutivo Ue citati dalla Reuters spiegano che la decisione contribuisce ad "evitare di esacerbare lo scontro in corso" mentre il Commissario europeo al commercio, Phil Hogan, ha ribadito il suo impegno per trovare "una soluzione basata su un dialogo costruttivo e su benefici reciproci piuttosto che sullo scontro".

Restano, comunque, le tariffe aggiuntive del 25% entrate in vigore lo scorso 18 ottobre 2019 che hanno già colpito specialità italiane come liquori e cordiali. “Ancora una volta i vini italiani hanno evitato la spada di Damocle dei dazi USA - rileva Sandro Boscaini, presidente di Federvini  - ma non possiamo non sottolineare come, ancora una volta, il settore agro-alimentare europeo ed in particolare quello italiano, paghino per colpe’ non proprie. Mi riferisco in particolare al comparto degli aperitivi ed i cordiali, che negli ultimi anni si erano segnalati per una grande crescita all’estero e che oggi  stanno pagando un prezzo ulteriormente elevato perché ai dazi americani si sommano anche le conseguenze della pandemia”. La Federazione non manca di ringraziare il Governo italiano “E’ stato fatto un grande lavoro di sensibilizzazione e di gioco di squadra tra aziende e istituzioni per ottenere un importante risultato, soprattutto in un periodo di grande difficoltà generale” conclude Boscaini.

Scarica la seconda lista di prodotti Ue colpiti.

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