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Via al vertice Fao sull’etichetta nutrizionale, Roma boccia il sistema dei semafori. A Ottawa, in Canada, si è incontrato il comitato etichettatura alimentare del Codex Alimentarius (organismo della FAO) per una riunione dedicata alla discussione ed eventuale adozione di linee guida per etichette con indicazioni nutrizionali. Ad ora nel progetto non ci sono riferimenti specifici a "colori", ma si dice che l’etichetta nutrizionale può includere simboli, elementi grafici, testo o una combinazione di questi elementi. L’Ue ha trovato una posizione comune dove sono stati evitati i riferimenti originariamente proposti lasciavano intendere un al semaforo e al nutriscore. Adesso resta da capire se questa posizione comune sarà mantenuto o se prevarranno interessi nazionali. L’Italia ha una posizione univoca e bipartisan: no alle etichette a semaforo.

Secondo Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, "il made in Italy è un patrimonio che dobbiamo salvaguardare. Il mondo dell’impresa è consapevole di questa necessità e per questo abbiamo bisogno della politica. Le istituzioni ci devono aiutare a trovare mercati nuovi anche attraverso la promozione di un marchio che ci leghi tutti e che si affianchi ai brand aziendali".  

"Dall’appuntamento c’è il rischio – denuncia la Coldiretti – che vengano promossi in tutto il mondo sistemi di informazione visiva come quello adottato in Cile dove si è già iniziato a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone di fatto l’acquisto, prodotti come il Parmigiano, il Gorgonzola, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi. O come il caso dell’etichetta a semaforo adottata in Gran Bretagna che finisce per escludere nella dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Infatti, indica con i bollini rosso, giallo o verde il contenuto di nutrienti critici per la salute come grassi, sali e zuccheri, ma non basandosi sulle quantità effettivamente consumate, bensì solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze, porta a conclusioni fuorvianti".

"Mettere il bollino nero sulle confezioni di olio extravergine e quello verde su bibite gassate ricche di aspartame  – ha aggiunto David Granieri, presidente di Unaprol, Consorzio olivicolo italiano – significa decidere consapevolmente di ignorare la salute dei consumatori a vantaggio degli interessi delle grandi multinazionali. Si tratta di una battaglia fondamentale per la difesa dei nostri prodotti e per la salvaguardia della qualità made in Italy messa in pericolo da infondate campagne allarmistiche". 

 

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