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Vinitaly (in origine le Giornate Del Vino Italiano) è stata la prima esposizione di settore in tempi in cui non esisteva nemmeno il concetto della Fiera specialistica.  Nessuno come Vinitaly: nomen omen, è la grande rassegna commerciale e culturale del vino italiano, punto di incontro obbligato per operatori stampa e tecnici della produzione e della proposta del vino. 

“Masi ha partecipato a tutte e 53 le edizioni del Vinitaly” ha commentato Sandro Boscaini, Presidente di Federvini e patron di Masi Agricola. “Io stesso ho contribuito alla definizione iniziale del format che ha come caratteristica principale essere aperto agli operatori come ai consumatori: sin dall’origine Vinitaly e la città stessa di Verona si sono proposte non solo al trade, ma anche all’appassionato, creando un unicum a livello internazionale degno di Verona,grande osteria dei popoli”.

Vinitaly si sta proponendo sempre più come catalizzatore di interessi e di istanze nel mondo, con una particolare attenzione alla promozione del vino italiano all’estero affinché possa riconfermare, anche quest’anno, la sua posizione di assoluto protagonista anche negli altri mercati.

Piero Mastroberardino, titolare dell’Azienda Mastroberardino S.p.a e Presidente del Gruppo Vini in Federvini dichiara: “Abbiamo rinvenuto notizie di una nostra presenza presso l’evento organizzato per il vino italiano dall’Ente Fiere di Verona già nel 1939, in cui la kermesse dedicata ai vini era inserita nella Fiera dell’Agricoltura e dei Cavalli. Un legame affettivo che è corroborato dalla convinzione dell’utilità di una manifestazione di questa entità, che riesce ad unire la sensibilità verso il business con l’ambientazione e il calore tipici del vino italiano. Credo sia questo il fattore distintivo che rende Vinitaly unico nel panorama fieristico mondiale di settore”.

“Partecipiamo a Vinitaly dalla prima edizione” ha commentato Cesare Cecchi, presidente della Casa Vinicola Luigi Cecchi &Figli s.r.l. “Abbiamo assistito ai vari cambiamenti succedutesi negli anni: dal diverso sviluppo e dalle mutate caratteristiche dei vari mercati, oltre ai modi di affrontarli, ad una offerta sempre più varia in termini di qualità dei vini e della loro provenienza. Ogni azienda ha necessità diverse ed obiettivi specifici: Vinitaly resta un punto d’incontro irrinunciabile tra i vari operatori”.  

Gli oltre 4000 espositori si qualificano per differenti dimensioni, diversi livelli di posizionamento qualitativo e molteplici sistemi distributivi. Ottima vetrina di visibilità e buon momento di networking per tutti. Inoltre, per tante piccole aziende rappresenta anche un appuntamento annuale di grande rilevanza commerciale, dal momento che a Vinitaly incontrano clientela, specialmente dettagliante italiana o europea, e collocano buona parte della loro produzione. 

“Marchesi Antinori è tra le aziende che partecipano a Vinitaly fin dalla prima edizione del 1967” ha continuato Renzo Cotarella, Amministratore Delegato di Marchesi Antinori. “Per le imprese maggiormente strutturate il Vinitaly rappresenta un’occasione in più per intrattenere rapporti e relazioni con i clienti, i buyer e gli importatori; per quelle meno strutturate è una grande opportunità per la potenziale apertura di nuovi mercati e la ricerca di nuovi partner”.

Ettore Nicoletto, Amministratore delegato di Santa Margherita Gruppo Vinicolo conclude: “Vinitaly è un evento più ampio: c’è il business, ma c’è anche lo “spettacolo” e le istituzioni. È un sistema produttivo che celebra i suoi risultati e che vuole il contatto con il suo pubblico. C’è la parte scientifica, quella commerciale, la comunicazione che travalica la Fiera stessa e coinvolge l’intera città con Vinitaly & the City. Riesce a mantenersi un unicum seppur in forte espansione ed ha le risorse e la volontà di non fermarsi a questo”.

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