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Nel Question time al Senato il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio si è soffermato sulle attività della task force libero scambio del MISE e ribadito che il Governo si opporrà agli aspetti che comporteranno un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre a una lesione della corretta e sostenibile concorrenza sul mercato interno. Il ministro ha infine sottolineato che il CETA, così com'è, non è ratificabile.

Nella seduta dell’Aula del Senato di ieri, il Ministro per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio ha risposto all’interrogazione 3-00394 De Petris (LeU) sugli effetti del trattato CETA e sulla sua ratifica da parte dell'Italia, 

Il Ministro Di Maio ha riferito quanto segue:

  • La task force del libero scambio, istituita presso il MISE nello scorso agosto, è un meccanismo di lavoro aperto al contributo di tutte le parti sociali, volto a valutare, su base analitica e non pregiudiziale, l'impatto dei trattati di libero scambio in fase di negoziazione o di ratifica da parte dell'Unione europea. Resta nostro obiettivo dimostrare tutti i motivi per cui questo Trattato, così come ci è stato proposto, non sia ratificabile.
  • Gli studi del gruppo operativo saranno mirati a focalizzare sia i benefici che i picchi negativi degli accordi, essenzialmente a protezione delle fasce sociali più deboli, colpite dal processo di globalizzazione, permettendo in tal modo al Governo di identificare il migliore approccio per rendere l'Italia più competitiva nel contesto internazionale, garantendo allo stesso tempo maggiore equità e giustizia sociale.
  • La task force che si è riunita per la terza volta martedì scorso al MISE, è stata incentrata sul trattato CETA. Il dibattito si è focalizzato sulla tematica delle indicazioni geografiche, analizzando la tutela prevista nell'accordo, con lo scopo metodologico di avere sessioni speciali sul CETA, ognuna dedicata a un tema specifico del trattato. In questa sede si è ritenuto di estendere la discussione in merito alla nuova normativa interna canadese in materia di indicazioni geografiche, che adotta i principi del CETA modificando il Trademark act canadese e che - consentendo di registrare con facilità nuove indicazioni non comprese già tra quelle protette dal Trattato - può offrire un ulteriore grado di tutela alle nostre indicazioni geografiche, nonché sulla possibilità esistente di presentare reclami contro le usurpazioni e le contraffazioni nel mercato canadese (sia di provenienza canadese che estera).
  • Nelle prossime settimane, si terranno ulteriori sessioni su questo Trattato e successivamente sui trattati di libero scambio attualmente in fase di negoziazione anche avanzata da parte dell'Unione europea.
  • In attesa dei risultati dei lavori della task force, il Governo, così come previsto nel contratto, si opporrà agli aspetti che comporteranno un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre a una lesione della corretta e sostenibile concorrenza sul mercato interno.  Il ministro ha infine ribadito che il CETA, così com'è, non è ratificabile.

 

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