Itinerari

Federvini consiglia i posti da visitare e gli itinerari da seguire per apprezzare ogni sfumatura dello stile di vita mediterraneo.

La Sardegna è uno dei luoghi italiani più gettonati del turismo estivo ma è un territorio che conserva un fascino differente anche nei mesi più freddi dell’anno. In particolare, la Penisola del Sinis è un covo di natura selvaggia e autentica. 

Grazie a Fondazione Mont’e Prama, è stato creato un itinerario a tappe tra storia, natura e archeologia.

La partenza è naturalmente dal Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras, che custodisce il patrimonio archeologico del Sinis, con tre sale dedicate alla conoscenza del patrimonio scultoreo di Mont’e Prama, con circa 60 sculture. In costruzione una terza ala del museo che permetterà di conservare nel museo tutte le sculture restaurate oggi presenti al Museo di Cagliari. 

Seconda tappa è la borgata marina di San Giovanni di Sinis, laddove si può assaporare la Sardegna più autentica, fatta di ritmi lenti e onde che si infrangono sul promontorio. Poco distante la Torre di San Giovanni che domina il Golfo di Oristano, e dal quale si notano i due mari, da un lato quello vivace sferzato dal maestrale e dall’altro quello immobile riparato dai forti venti. Da non perdere la chiesa dedicata a San Giovanni Battista. La stagione invernale è perfetta per una visita al sito archeologico di Tharros, all’estremità meridionale della Penisola di Sinis.

Impossibile non fermarsi al villaggio di San Salvatore, caratterizzato da una serie di case molto piccole e disposte a schiera risalenti al Settecento. Disabitato per gran parte dell’anno, il villaggio si ripopola tra fine agosto e metà settembre per la Festa di San Salvatore e la Corsa degli Scalzi, una processione che si svolge a piedi nudi. Da non perdere anche l’ipogeo, costituito da ambienti sotterranei che permettono la visione di antiche raffigurazioni e iscrizioni di età antica. 

La visita al villaggio di San Salvatore è d’obbligo. Composto da numerose e minuscole case disposte a schiera, sorge intorno al Settecento attorno a una chiesetta recentemente restaurata. Centro religioso per eccellenza, disabitato per gran parte dell’anno, il suggestivo e silenzioso villaggio si ripopola solo tra la fine di agosto e la prima metà di settembre, in occasione della Festa di San Salvatore, che si conclude con la Corsa degli Scalzi, una caratteristica processione che si svolge in corsa e a piedi nudi. La chiesetta del villaggio venne eretta sopra una precedente area edificata intorno al quarto secolo dopo Cristo, un ipogeo costituito da un complesso di ambienti sotterranei dove ancora oggi è possibile vedere le antiche raffigurazioni e iscrizioni lasciate da chi frequentava quei luoghi in età antica, eroi della tradizione classica, simboli cristiani ma anche imbarcazioni, animali e iscrizioni latine, greche e arabe.

 

 

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