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Vini lontani un click. E consumatori sempre più esperti, curiosi, esigenti. Con un occhio attento sullo scenario internazionale.  Se ne è parlato nella tavola rotonda “Il mercato del vino: lo scenario attuale e il futuro della distribuzione nel canale dell'Ho.Re.Ca.” organizzata nel corso della Milano Wine Week, dove è stato assegnato il riconoscimento del Wine Retail Award 2021 per la categoria Distribuzione a Partesa, portale interamente dedicato al mondo del vino. Si tratta del premio alle migliori selezioni vinicole degli esercizi di dettaglio qualificato e della grande distribuzione, promosso da Milano Wine Week nell’ambito di Wine Business City e assegnato da una giuria di 12 esperti della critica eno-gastronomica italiana presieduta dal critico Andrea Grignaffini.

Moderata da Alberto Cauzzi, critico enogastronomico nonché presidente del progetto Passione Gourmet, la tavola rotonda è stata occasione per tracciare i nuovi profili del settore mettendo a confronto le esperienze e i punti di vista di diversi professionisti. A partire dalle voci della cucina e della cantina di una realtà di alto profilo e dal respiro internazionale: quelle di Antonio Guida e Andrea Loi, rispettivamente Executive Chef e Head Sommelier di Seta, il ristorante due stelle Michelin del Mandarin Oriental a Milano, che vedono nell’alta qualità, nella solida preparazione e nella capacità di prevedere l’evoluzione dei palati dei loro commensali i pilastri di un successo oltre la crisi. Una visione condivisa anche da due piccoli imprenditori, Noemi Sala e Carlo Maldotti, che a Milano hanno aperto un’enoteca di ispirazione francese. E - come ha ricordato la giornalista e consulente Erika Mantovan - con un occhio sulle nuove tendenze, che stanno rimodellando tanto i ruoli di produttori e ristoratori, quanto quello dei distributori.

Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa, ha poi sottolineato come, oggi più che mai, gli imprenditori del fuoricasa, soprattutto per il comparto vino, debbano affiancare a una profonda conoscenza del prodotto anche solide competenze in ambito manageriale, per essere in grado di compiere scelte strategiche in un mercato che sta evolvendo rapidamente e diventa sempre più competitivo. Nonostante le chiusure e le restrizioni sui locali abbiano comportato importanti perdite, il comparto ha infatti retto grazie alla capacità degli imprenditori del vino di sfruttare canali importanti come la Gdo e le esportazioni. E l’online. La scelta, spesso obbligata, della digitalizzazione ha permesso ai consumatori di scoprire cantine di ogni angolo del mondo, riducendo le distanze geografiche a un semplice click. E curiosando tra le etichette di piccoli produttori nazionali fino a quelli di località esotiche, molti italiani hanno dedicato il proprio tempo libero nei mesi di lockdown per approfondire le proprie conoscenze nel mondo del vino. Risultato? La forza del brand diventa relativa: comandano lo stile, la geografia, i vitigni. E le storie.

Conoscere le tendenze del mercato si rivela lessenziale per operare in maniera efficace e stare al passo coi tempi. A partire dalle scelte comunicative: con le barriere geografiche che cadono, la facilità di approvvigionamento che oggi detta sempre di più le regole di mercato, e i nuovi wine lovers molto più attenti e preparati, i consumatori, sono sempre più attratti dalle storie dei produttori di qualità. «In questo contesto - ha continuato Rossi - il distributore deve essere, oggi più che mai, un comunicatore delle realtà con cui lavora e deve essere in grado di raccontarne le storie in maniera consona ed efficace, sfruttando anche i nuovi mezzi comunicativi, come audio e video, capaci di creare un impatto, una connessione emozionale».

 

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