Le indicazioni si propongono come una base operativa per i decisori. "L'attuale sistema di aiuti mal si adatta alle aziende di piccole e medie dimensioni - dichiara il presidente Conaf Mauro Uniformi - non offre il giusto supporto per un reddito equo e stabile e a ciò si aggiunge che il carico burocratico e i costi amministrativi per accedere agli aiuti sono insostenibili".
Le proposte toccano diversi aspetti, dal valorizzare il ruolo di tecnici esperti e specializzati, capaci di elevare il livello di imprenditorialità e di solidità produttiva, all'incoraggiare forme di reddito agricolo diversificate (dall'agriturismo, al riutilizzo dei sottoprodotti agricoli). Sul fronte del cambiamento climatico, c'è la richiesta di finanziamento per programmi di ricerca dedicati agli effetti sulle produzioni agricole, come ancha la valorizzazine dei crediti di carbonio ottenibili da superfici forestali europee.
Si propone poi di introdurre la prescrizione elettronica dell'atto fitoiatrico per salvaguardare e tutelare la sicurezza alimentare, la salute e l'ambiente, come anche incentivare le filiere corte. Infine l'adozione di una certificazione redatta da un professionista agrario e l'introduzione di una premialità contributiva, che faciliterebbe la migrazione verso i nuovi standard produttivi più sostenibili. Una spinta in una direzione obbligata, poiché i nuovi standard saranno richiesti nei prossimi anni con l'applicazione del principio della doppia materialità da parte delle aziende trasformatrici e dal mondo creditizio.