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Ddl “Coltiva Italia”, soddisfazione di Federvini e del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena: l’approvazione in via definitiva al Senato della norma sugli aceti mette in sicurezza un comparto da 1 miliardo di euro
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Federvini e il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena brindano al via libera finale alla norma di interpretazione autentica che chiarisce in via definitiva l’utilizzo della denominazione “aceto”, riservandola ai soli prodotti ottenuti dalla doppia fermentazione alcolica e acetica di materie prime agricole e stabilendo l’obbligo di indicarne in etichetta la materia prima d’origine. Un provvedimento, incluso nel Disegno di Legge Coltiva Italia approvato oggi in Senato, che consentirà di superare le incertezze interpretative emerse negli ultimi anni e di consolidare un quadro di riferimento finalmente chiaro a vantaggio di produttori e consumatori.
“Il voto del Senato segna un passaggio particolarmente rilevante per il comparto italiano degli aceti, perché riconosce il valore delle produzioni ottenute da materie prime agricole e contribuisce a rafforzare la trasparenza sul mercato” ha dichiarato il Presidente di Federvini, Giacomo Ponti “Ringraziamo il Parlamento per questo importante contributo e un plauso particolare va al Ministro Lollobrigida e ai suoi uffici per aver saputo dare una risposta concreta e tempestiva a un’esigenza sentita da tutto il comparto”.
L’intervento normativo – tecnicamente un emendamento di interpretazione autentica – chiarisce una volta per tutte che la denominazione “aceto” è riservata ai prodotti ottenuti esclusivamente dalla fermentazione acetica di liquidi alcolici o zuccherini di origine agricola.
Viene inoltre ribadito che il termine “aceto” non potrà più essere utilizzato in forma isolata ma dovrà essere sempre accompagnato dall’indicazione della materia prima agricola di origine, come “aceto di vino”, “aceto di mele” o “aceto di riso”.
“Il Consorzio di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena plaude in modo particolare alla nuova norma e si affianca a Federvini nel ringraziare il Ministro Lollobrigida e il suo dicastero”, ha dichiarato Cesare Mazzetti, il Presidente del Consorzio. “L’interpretazione autentica fornita dal legislatore risolve, infatti, ogni dubbio residuale circa la possibilità di utilizzare l’espressione aceto balsamico come denominazione generica. Ora il contesto normativo è chiaro: utilizzare il termine aceto balsamico fuori dalle tre IG registrate a livello comunitario (l’Aceto Balsamico di Modena IGP e i due Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio Emilia DOP) è un illecito sanzionato dalla legge.”
