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Mercoledì, 14 Aprile 2010

Vinitaly 2010: crescono gli operatori

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La prima storica visita di un Presidente della Repubblica, un +4,4% di operatori stranieri (da oltre 110 Paesi), e soprattutto, un sentiment di rinnovata, seppur prudente, fiducia per la ripresa, per un bilancio finale più che positivo: emerge dalle parole di organizzatori e produttori di Vinitaly.

E se per il presidente di Verona Fiere, Ettore Riello, il ritorno “della fiducia sul volto degli espositori”, è la soddisfazione più grande, dovuto soprattutto “al lavoro della squadra di Vinitaly per incrementare la presenza di operatori”, per il direttore generale Giovanni Mantovani, è il frutto “dell’impegno di Vinitaly che ha realizzato massicce azioni di marketing diretto sui principali mercati”.
Ma soddisfatti sono soprattutto i produttori: “è stato il Vinitaly della serenità”, dice Sandro Boscaini di Masi Agricola, ma anche per Lamberto Vallarino Gancia, e Andrea Sartori, produttori e presidenti di Federvini e Unione Italiani Vini, “l’ottimismo che si respira rassicura sulla volontà di lasciare alle spalle un periodo difficile”. Giudizio positivo, soprattutto per i contatti con gli operatori stranieri, anche da Francesco Zonin (“ben organizzato Vinitaly, con i buyer concentrati soprattutto nei primi due giorni) e Jacopo Biondi Santi di Castello di Montepò (“è andata benissimo, ne abbiamo incontrati anche di nuovi). Per Francesca Planeta, della griffe siciliana, è stata spazzata via la paura del 2009, e per Lorenzo Biscontin, direttore marketing della veneta Santa Margherita, ci sono stati “parecchi contatti di business senza appuntamento, e ho sentito che anche altre cantine hanno fatto affari”.
“La crisi c’è ancora - spiega il piemontese Alberto Chiarlo - ma il mercato si concentra sui marchi che danno sicurezza, così c’è una dicotomia sempre più accentuata fra cantine che vanno bene e quelle che fanno fatica”. Giudizio positivo anche dalla abruzzese Masciarelli, e per Gianluca Bisol: “qualificata la presenza di importatori, con la firma di accordi di distribuzione per i mercati dell’Est europeo e dell’America Latina”.

fonte: www.winenews.it

 

 

 

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