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A trent'anni dalla sua istituzione, il Mercato Unico Europeo continua a rappresentare un'opportunità cruciale per l'Unione Europea (Ue), ma anche una sfida in termini di integrazione economica e fiscale. La mancanza di integrazione economica e fiscale in Europa - sottolinea uno studio della Cassa Depositi e Prestiti - rappresenta un vincolo strutturale sul potenziale di sviluppo rispetto ad aree di dimensioni comparabili come gli Stati Uniti, come dimostrano le dinamiche di produttività più deboli degli ultimi decenni.

Il commercio di beni ha largamente beneficiato del mercato unico, contribuendo alla formazione di catene di approvvigionamento continentali. Tuttavia, l'integrazione rimane limitata, con il commercio intra-Ue che rappresenta solo il 26% del Pil, rispetto al 60% negli Stati Uniti.

Una delle sfide principali è rappresentata dalla mancata armonizzazione fiscale tra gli Stati membri, che crea distorsioni e inefficienze nel funzionamento del mercato unico. Con 27 sistemi fiscali diversi, l'Ue si trova di fronte a una significativa attività di profit shifting e a distorsioni nell'allocazione delle risorse. Inoltre, le differenze nei regimi pensionistici e nei livelli di tassazione delle imprese contribuiscono a creare un ambiente poco omogeneo per le aziende europee.

Oltre alle sfide fiscali, l'Ue deve affrontare anche ostacoli nella circolazione dei servizi e delle persone. Le normative diverse tra Stati membri e le barriere linguistiche limitano l'attività transfrontaliera e la mobilità del lavoro, mentre la mancanza di riconoscimento dei titoli accademici e dei sistemi pensionistici diversi complicano la vita dei cittadini europei che desiderano lavorare in un altro Paese dell'Ue.

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Tuttavia, nonostante queste sfide, il Mercato Unico Europeo rappresenta una fondamentale opportunità per la transizione verde dell'Ue. Il completamento del mercato unico potrebbe favorire la creazione di un ambiente più favorevole agli investimenti in tecnologie e infrastrutture sostenibili, incoraggiando la nascita e la crescita di imprese innovative nel settore dell'energia pulita e delle tecnologie verdi.

Per sostenere la transizione verde, l'Ue deve lavorare verso una maggiore integrazione economica e fiscale, promuovendo l'armonizzazione delle normative e la creazione di un mercato unico più efficiente e competitivo. Inoltre, è necessario incoraggiare gli investimenti pubblici e privati nella transizione verde, mobilitando risorse finanziarie significative per affrontare sfide come il cambiamento climatico e la riduzione delle emissioni di gas serra.

In conclusione, il Mercato Unico Europeo rappresenta una leva importante per la transizione verde dell'Ue, ma è fondamentale affrontare le sfide esistenti e lavorare verso una maggiore integrazione economica e fiscale per sfruttarne appieno il potenziale. Solo attraverso un impegno comune e coordinato sarà possibile raggiungere gli obiettivi ambiziosi della transizione verde e garantire un futuro sostenibile per l'Europa e per il pianeta.

Fonte:30 anni di mercato unico europeo: un confronto con gli USA | CDP

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