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In sessione plenaria il Parlamento europeo ha respinto la proposta di riforma della regolamentazione Ue sui pesticidi avanzata dalla Commissione europea con 299 voti a favore 207 contrari e 121 astenuti.

La bocciatura è avvenuta in prima lettura e ha riguardato il testo della riforma nella versione emendata dall'Eurocamera nelle settimane scorse. Ad essere respinto è stato anche il rinvio in commissione Ambiente, competente sulla materia. Il testo sui pesticidi torna quindi in Consiglio Ue. Ad essere decisiva per la bocciatura in Assemblea è stata la spaccatura della cosiddetta maggioranza Ursula.

La proposta della Commissione europea per la riforma delle norme sui pesticidi prevedeva il dimezzamento nell'uso di queste sostanze al livello Ue entro il 2030. "Entro il 2030 la metà dei pesticidi chimici dovrebbe essere sostituita da metodi alternativi, con pratiche come la rotazione delle colture e tecnologie come l'agricoltura di precisione. Proponiamo inoltre di vietare l'uso di pesticidi in determinate aree, come quelle vicine a scuole, ospedali, parchi e campi da gioco", aveva detto in sede di presentazione Frans Timmermans, incaricato delle riforme del Green Deal. La riduzione, vincolante a livello unionale, era accompagnata da obiettivi di riduzione a livello nazionale. Gli Stati membri avrebbero dovuto anche fissare obiettivi per aumentare l'uso di metodi non chimici di controllo dei parassiti. Presentata nell'estate del 2022, la proposta ha avuto un iter travagliato in Consiglio agricoltura e nell'Europarlamento. I ministri dell'agricoltura avevano anche chiesto e ottenuto supplemento di valutazione di impatto che ha ritardato i lavori di sei mesi.

 Soddisfazione per il voto viene espressa da Confagricoltura e Cia.  "Una giornata decisamente positiva per le imprese agricole italiane. Ringraziamo i parlamentari europei italiani che hanno sostenuto la posizione espressa da Confagricoltura - afferma il presidente di Confagricoltura Massimiliano  Giansanti - è possibile ora aprire una pagina nuova per rafforzare la sostenibilità ambientale del settore agricolo, senza mettere a rischio il potenziale produttivo del settore".

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