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Mercoledì, 19 Gennaio 2011

Il futuro del vino è sempre più legato all’export. Ma incombe la nuova PAC mentre l’Italia propone un diverso criterio di valutazione per l’assegnazione delle future risorse: la PLV (Produzione Lorda Vendibile)

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Il presidente di Federvini Lamberto Vallarino Gancia, interviene sui dati di consuntivo 2010 della filiera vitivinicola:

 

Roma 14 gennaio 2011 – “I dati riportati da Winenews parlano di fatturati cresciuti dell'8% e di un export che segna un +14%. Sono in linea con i nostri che riguardano i primi 10 mesi in cui la produzione di vino (da uva non autoprodotta) ha segnato un aumento del +2,3% sul gennaio-ottobre 2009 e anche con la produzione alimentare nazionale che ha toccato in parallelo un +2,0%. A fianco, i prezzi alla produzione del settore, secondo le rilevazioni Istat, non hanno segnato sull’arco dei dodici mesi (novembre 2010/2009) alcun incremento (+0,0%), mentre i prezzi al consumo sono cresciuti in media del +1,0%”.

 

“La produzione di vino ha mostrato negli ultimi anni grande solidità. Nel 2009, ad esempio, nella fase di impatto più forte della crisi, il vino ha segnato un rimbalzo del +1,9%, in controtendenza rispetto all’industria alimentare, che ha accusato invece un arretramento medio del –1,5%. Unica eccezione, il 2008, quando la produzione di vino scese del –3,7%”.

 

“Il merito del trend positivo più recente della produzione di vino è tutto dell’export. Che ha registrato infatti, nei primi nove mesi 2010, una crescita in quantità del +9,0%, cui si è affiancata una dinamica in valore del +10,2%. Del resto, anche l’aumento di produzione del 2009 si era legato a una dinamica positiva delle quantità esportate (+4,9%), anche se ad essa si era associato un calo in valuta del –5,8%”.

 

“La spinta espansiva dell’export 2010 è dovuta in gran parte a due segmenti. I “vini bianchi di qualità” hanno raggiunto, nei primi nove mesi dell’anno, una quota di 662,1 milioni e hanno ampiamente raddoppiato (+136,1%) rispetto al gennaio-settembre 2009. Mentre i “vini rossi e rosati di qualità”, con una quota di 1.244,1 milioni, hanno registrato un robusto +78,4%. Va aggiunto che le dinamiche in quantità di queste due aree sono state nettamente superiori, con un +226,5% per i bianchi e un +127,8% per i rossi”.

 

Per quanto riguarda la chiusura del 2010 i dati ufficiali li avremo tra poco, ma ci aspettiamo – come sempre –un aumento dovuto ad un aumento dei consumi e delle vendite dovuto alle feste natalizie.

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