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“Un'iniezione di liquidità senza precedenti, oltre 8 miliardi di euro, che si sommano a un anticipo di 2,6 miliardi dei fondi per lo Sviluppo rurale, disponibili già nel 2021 e 2022, per rilanciare un'agricoltura più sostenibile, resiliente e innovativa, dopo l’epidemia del Covid-19”. Così Paolo De Castro, relatore per il Parlamento europeo della parte agricola dello Strumento europeo per la ripresa (Eri), dopo l'accordo raggiunto oggi a Bruxelles, dopo solo due round negoziali con il Consiglio Ue, sulla mobilitazione dei fondi Next Generation Eu per lo Sviluppo rurale.

"Affinché la ripresa del settore possa contemperare sostenibilità ambientale, sociale ed economica – prosegue l'europarlamenentare - almeno il 37% dei fondi sarà destinato a misure ad alto beneficio ambientale, quali agricoltura biologica, riduzione delle emissioni agricole di gas serra, conservazione dei suoli e potenziamento dell’assorbimento di carbonio, miglior gestione idrica, benessere animale e salvaguardia degli habitat favorevoli alla biodiversità".

 "Il risultato di oggi - conclude De Castro - dimostra ancora una volta come il Parlamento possa diventare il motore del processo legislativo, per rispondere ai bisogni reali dei nostri cittadini, delle nostre aree rurali, dei nostri agricoltori e produttori. Questo accordo, raggiunto in tempi brucianti grazie alla collaborazione con la Presidenza tedesca del Consiglio, vuole essere un gesto concreto di solidarietà verso un settore che, anche nelle fasi peggiori della pandemia, non ci ha mai abbandonato, mettendo a rischio la salute degli operatori pur di continuare a garantire che il cibo arrivi sulle nostre tavole".

 Il testo dell’accordo sarà validato dalla plenaria del Parlamento europeo, senza possibilità di modifica, insieme al testo sul regolamento Transitorio, che estende l’attuale Pac di due anni, fino al 31 dicembre 2022. Il voto del Parlamento è atteso durante la plenaria di dicembre, in quanto subordinato all’accordo sul futuro Quadro finanziario pluriennale 2021- 2027.
 

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