News

Lunedì, 31 Gennaio 2011

Uve da vino, una grande famiglia

di

Grappolo Al mondo sono note almeno 10.000 diverse varietà di viti, coltivate su 8 milioni di ettari, la maggior parte dei quali producono uva da vino mentre una minoranza uva da tavola.

Le evidenze archeologiche mostrano come la domesticazione della vite risalga almeno a 6000-8000 anni fa in una zona tra il mar Caspio e il mar Nero. Fu allora che i primi esemplari di vite selvatica (Vitis vinifera subsp. sylvestris) vennero domesticati, selezionando e coltivando le piante con le caratteristiche dei frutti desiderate. Le migliaia di varietà di vite (Vitis vinifera subsp. vinifera) coltivate oggi sono discendenti da quei primi esemplari e da incroci spontanei successivi sia con varietà selvatiche presenti in vari paesi che con varietà già coltivate. La coltivazione raggiunge 5000 anni fa la valle del Giordano, la mezzaluna fertile e l’Egitto e i paesi europei occidentali circa 2800 anni fa.

Una grande famiglia

Negli ultimi anni le tecniche di analisi genetica sono state applicate con successo alla vite. Abbiamo già raccontato di come in questo modo si sia riusciti a stabilire come lo Chardonnay sia un incrocio tra il Pinot e il Gouais blanc.

A mano a mano che le tecniche di analisi del genoma diventano più veloci, accurate e poco costose, emergono molti dettagli in più sulla storia degli incroci che ha subito la vite dalla domesticazione sino ai giorni nostri.

L’ultimo studio in ordine di tempo, il più vasto sinora in questo campo, è dovuto a Sean Myles e collaboratori che hanno pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Science) un’analisi delle relazioni di parentela tra 1009 esemplari di viti custodite nella collezione dell’USDA, il ministero dell’agricoltura americano (950 vinifera e 59 sylvestris).

Vi ricordate gli studi che hanno dimostrato come lo Zinfandel californiano, il Primitivo di Gioia e il Crljenak kaštekanski croato siano in realtà lo stesso vitigno? L’analisi genetica di Myles delle 950 varietà di vinifera ha mostrato come una larga parte (551, il 58%) siano “copie” di almeno un altro membro della collezione. In altre parole molte varietà in precedenza classificate come diverse in realtà sono geneticamente identiche. La collezione quindi include solo 583 varietà geneticamente diverse. Myles e soci hanno poi stabilito che i tre quarti di queste varietà uniche sono in realtà imparentate con almeno un’altra varietà o con una relazione di padre-figlio oppure di fratellanza.

 

continua a leggere su: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it

Al via da oggi i dazi supplementari su Whisky e Bourbon made in Usa

22-06-2018 | News

Scattano da oggi i dazi supplementari su alcuni prodotti originari degli...

Dal Barocco al Liberty con il Cerasuolo di Vittoria

22-06-2018 | Itinerari

Dalle città barocche della Val di Noto, patrimonio dell'Unesco, fino...

Aromi freschi per il cocktail? Si coltivano direttamente in cucina con l'idroponica

20-06-2018 | Arte del bere

Menta, rosmarino, basilico... da oggi è possibile avere le erbe...

La "Dolce Vita" tra sei anni crescerà all'estero del 75%. Siamo pronti?

20-06-2018 | News

Quali prospettive di sviluppo ci sono per i prodotti belli...

‘BarberatoBe’, Barbera d’Asti e Vini del Monferrato si presentano ai buyer esteri

19-06-2018 | Estero

Un modo di essere, di presentarsi e dialogare con compratori...

Nasce a Varsavia il primo museo della vodka

19-06-2018 | Estero

La Vodka ha da oggi il suo museo. Ha aperto...

© 2018 Federvini - Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Vini Spumanti, Aperitivi, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini

Please publish modules in offcanvas position.