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L’annuncio dell’amministrazione Trump di imporre dazi del 5%  sulle merci importate dal Messico, imposta destinata ad aumentare progressivamente fino a raggiungere il 25% entro ottobre, mette in allarme la filiera agroalimentare italiana. “Allarma l’ulteriore messa in affanno di un Paese già in equilibrio precario - afferma Luigi Scordamaglia, numero uno di Filiera Italia - fatto che non potrà che avere ripercussioni anche sulle nostre esportazioni, ma a preoccupare ancora di più è il messaggio sotteso e indirizzato all’Europa”.

Dopo la Cina il Messico: secondo Scordamaglia le ritorsioni della politica trumpiana "si allargano a macchia d’olio, e prima o poi potrebbero arrivare sul fronte europeo causando non pochi problemi”.  Nel 2018 abbiamo esportato in Usa 4,2 milioni di prodotti agroalimentari italiani (il +3,9% rispetto al 2017). “Oggi la minaccia dazi USA pesa 2 miliardi di euro per l'Italia e mette sotto attacco le nostre eccellenze” ricordano da Filiera Italia, l’associazione che rappresenta il meglio del Made in Italy agroalimentare.

“L’aria di bufera si avverte - sostiene Filiera Italia - in pericolo un mercato strategico che prometteva di diventare  il primo sbocco per il nostro export nel giro di 5 anni considerati i ritmi di crescita - + 86,7% dal 2006 al 2018, dato ancora più interessante se letto sugli ultimi 5 anni + 69,2% 2018 su 2011 - il rischio è rendere inaccessibile il vero Made in Italy spalancando le porte a fenomeni di contraffazione e italian sounding che già pesano in termini di mancato profitto". Solo in Usa l’Italian sounding vale quasi 24 miliardi di euro.

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