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23 Settembre 2026

Effetto siccità sulla produzione vinicola francese: 34 milioni di ettolitri (-6%)

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di Vittoria Alerici | in 
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Si prevede che la produzione vinicola francese scenderà a quasi 34 milioni di ettolitri nel 2026, con un raccolto inferiore del 17% rispetto alla media recente, a seguito della siccità e delle ondate di calore che hanno colpito i vigneti in tutto il Paese.

In base alle stime attuali, la produzione dovrebbe registrare un calo del 6% rispetto al 2025 e attestarsi al 17% al di sotto della media del periodo 2021-2025. Il ministero ha attribuito tale calo sia alla riduzione della superficie vitata produttiva sia alla diminuzione delle rese causata da condizioni meteorologiche avverse, in particolare dalla siccità e dalle ondate di calore estive.

Il dato nazionale nasconde tuttavia notevoli variazioni regionali: alcune regioni vinicole hanno subito riduzioni sostanziali, mentre altre hanno registrato modesti miglioramenti dopo le scarse rese del 2025.

Il Ministero dell’Agricoltura francese ha affermato che le ripetute ondate di caldo e la siccità hanno causato danni diffusi, con la temperatura media nazionale che ha raggiunto i 24,9 °C a luglio, superando i precedenti record registrati nel 2003 e nel 1976. Circa il 65% del territorio francese ha subito quella che il ministero ha definito una «siccità senza precedenti», con restrizioni idriche imposte in 95 dipartimenti e 79 classificati come in «crisi» al culmine dell’estate.

In risposta, il 4 settembre la ministra dell’Agricoltura Annie Genevard ha annunciato un piano di sostegno del valore di oltre 1 miliardo di euro, volto sia a risarcire gli agricoltori per le perdite subite sia a sostenere la produzione agricola.

Il pacchetto comprende circa 520 milioni di euro attraverso il regime nazionale di indennizzo di solidarietà, oltre 300 milioni di euro di sgravi fiscali sulla proprietà per i terreni non edificati e 30 milioni di euro attraverso il regime di indennizzo per calamità agricole per le perdite non assicurabili, compresi i danni alle vigne e ad altre colture perenni.

È stato inoltre istituito un fondo di rilancio agricolo di 235 milioni di euro per sostenere le aziende agricole che incontrano difficoltà nel finanziare i fattori di produzione e nel riprendersi dagli incendi estivi.

L’ultima stima sulla produzione arriva in un momento in cui il Paese sta riducendo deliberatamente la superficie vitata in risposta al calo dei consumi e alle più ampie difficoltà che il settore sta affrontando.

Secondo FranceAgriMer, un secondo programma di estirpazione definitiva dei vigneti ha raccolto 5.923 domande relative a 27.926 ettari. Tra i richiedenti, 1.392 viticoltori hanno proposto di abbandonare completamente la produzione, per un totale di 10.342 ettari.

Il programma fa seguito a una misura da 120 milioni di euro volta a ridurre la capacità produttiva vinicola francese durante la campagna 2024-25. I richiedenti selezionati possono ora richiedere i pagamenti una volta che i loro vigneti saranno stati sradicati e saranno state completate le dichiarazioni necessarie.

Ciò pone la Francia di fronte a due pressioni diverse contemporaneamente: un eccesso di offerta strutturale in alcune parti dell’industria vinicola e rese sempre più imprevedibili nei vigneti rimasti.

Il Ministero dell’Agricoltura ha affermato che le esportazioni di vino e distillati hanno subito una contrazione a causa del calo dei consumi nei principali mercati, tra cui Stati Uniti, Canada, Cina e Giappone, oltre che a causa dell’aumento dei dazi in alcuni paesi importatori e della volatilità valutaria. Di conseguenza, i prezzi alla produzione dei vini a denominazione di origine hanno continuato a indebolirsi.

La regione dello Champagne ha già reagito allo squilibrio generale del mercato limitando la quantità di vino che potrà essere prodotta dalla vendemmia del 2026 a 8.800 kg per ettaro, pari a circa 250 milioni di bottiglie. Tale limite è il più basso registrato nella regione nell’era moderna, ad eccezione della vendemmia del 2020 influenzata dal Covid, e rappresenta la quarta riduzione consecutiva della resa consentita.

Tuttavia, vi sono segnali che indicano che volumi ridotti non comportano necessariamente una qualità scadente. Ad esempio, Champagne Drappier ha descritto la sua vendemmia del 2026 come la più precoce di sempre e la più sana dal 1976, nonostante le gelate primaverili abbiano ridotto l’entità del raccolto.

Fonte: The Drinks Business

 

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