Itinerari

Federvini consiglia i posti da visitare e gli itinerari da seguire per apprezzare ogni sfumatura dello stile di vita mediterraneo.

La via del Rosso Conero è una chiave di lettura del territorio del Conero e dei suoi caratteri. La strada attraversa Ancona, capoluogo delle Marche, e tocca varie località quali Osimo, ricca di antiche testimonianze, quali le tredici statue romane conservate nel palazzo municipale,

 

La via del Rosso Conero è una chiave di lettura del territorio del Conero e dei suoi caratteri. La strada attraversa Ancona, capoluogo delle Marche, e tocca varie località quali Osimo, ricca di antiche testimonianze, quali le tredici statue romane conservate nel palazzo municipale, il duomo e il santuario dedicato a San Giuseppe da Copertino; l'itinerario si snoda fin a Sirolo e Numana, pittoresche località della Riviera del Conero, superando Camerano, con le sue grotte ricche di fascino, e termina a Loreto, sede del più grande santuario mariano d'Italia, visitato da milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo.
La strada del Rosso Conero è in gran parte compresa nel territorio del Parco regionale del Conero, che copre una superficie di 5.800 ettari di terra, tra ginestre, corbezzoli e dolci colline.

Dalle Grotte di Frasassi, splendido complesso ipogeo in località San Vittore di Genga, parte la via del Verdicchio di Matelica, che attraversa i comuni di Camerino, sede di un'antica e prestigiosa università ubicata presso il palazzo ducale dei Da Varano, Castelraimondo, caposaldo militare del ducato di Camerino, Cerreto d'Esi, piccolo centro agricolo, Esanatoglia, cinto da mura castellane, Fabriano, famoso per la produzione della carta e della filigrana, Genga, che custodisce, tra gli altri, un tempietto a forma ottagonale, progettato dal Valadier e posto all'imboccatura di una roccia, Gagliole, a ridosso del preppennino, e Matelica, sede del museo Piersanti, con dipinti, arazzi, ceramiche, argenterie e numerosi mobili del '400 e '500.

La via del Rosso Piceno Superiore parte da Offida, che conserva la maestosa abbazia di Santa Maria della Rocca, e attraversa un territirio geograficamente ristretto che tocca Acquaviva Picena, dominata dall'imponente fortezza, e arriva fino a San Benedetto del Tronto, centro peschereccio fra i maggiori del Mediterraneo, che vanta un lungomare impreziosito da palmizi e oleandri.

 

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