Studi e Ricerche

Martedì, 13 Aprile 2010

Analisi sistemico-territoriale della filiera vitivinicola estesa italiana: alla ricerca del valore specifico del modello Italia

di

Sviluppo di un metodo di analisi e valutazione della filiera

Obiettivo dello studio realizzato da Federvini con il Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale (CUEIM) è anzitutto di mettere a punto un modello di rilevazione del maggior prodotto dalla filiera vitivinicola in Piemonte attraverso la qualificazione delle tre sue componenti: valore della filiera in senso stretto (W1), riferito alla produzione di uve ed alla trasformazione nei prodotti vitivinicoli; valore delle filiere collegate (W2), riferito ai fornitori di input strategici per il processo di trasformazione (come tappi, bottiglie, etichette, design, logistica, distribuzione commerciale); valore delle filiere collegate (W3), riferito a turismo, enogastronomia, beni culturali, editoria specializzata, comunicazione ed eventi, meccanica enologica, logistica ecc.

Avendo a base il proposto modello di filiera, è stata svolta una estensiva indagine field in Piemonte attraverso interviste e somministrazione di questionari semi-strutturati agli operatori della filiera vitivinicola ristretta (es. Gancia, Martini, Ponti, Campari, Diageo, Fontanafredda) e allargata (es. Conad, Consorzio Tutela Alta Langa, ICE, UnionCamere, Assessorato alle politiche agricole della regione Piemonte). È stata inoltre condotta un.indagine su un universo di circa 600 aziende vitivinicole piemontesi. Al fine di meglio caratterizzare lo studio, il gruppo di lavoro ha esteso l.analisi ad alcuni casi significativi di altre regioni, mentre le problematiche internazionali della produzione sono state trattate in occasione di soggiorni di due ricercatori, uno in California, presso la NAPA valley, e un secondo in Australia.

Al di là delle quantificazioni, quello che sin d.ora emerge dallo studio è la significatività del contributo della filiera vitivinicola allargata al PIL regionale in relazione agli effetti indotti sulle filiere correlate. Avendo a base la tecnica dei moltiplicatori per la valorizzazione della componente W3, l.incidenza percentuale del valore della filiera vitivinicola sul PIL regionale del Piemonte si incrementa di circa 13 volte ove si passi dal valore ampliato (W1+W2) al valore allargato (W1+W2+W3). Sempre in termini di contributo all.economia regionale, la viliera vitivinicola presenta gradi di radicamento diversi. Utilizzando il rapporto tra il costo totale degli input acquistati nella regione Piemonte rispetto al totale costi, il maggior valore si registra per i vini aromatizzati (89,67%), seguita dai mossi (86,54%) e dai fermi (76,49%). Assai distanziati appaiono i valori per gli aceti (19,71%) e per i distillati (5%).

Questo valore allargato è peraltro sensibile ai mutamenti delle variabili di contesto:

  • variazione del prezzo del prodotto finito. Per i vini mossi è emerso che una riduzione ipotizzata dell.1% dei prezzi franco cantina può generare una caduta del fatturato agricolo pari, in media, a circa il 11%. La flessione del fatturato agricolo si trasla, a sua volta, sui redditi agricoli, riducendoli del 3% per l.agricoltura non specializzata e del 23% per quella specializzata;
  • variazione del quadro regolamentare a livello comunitario. Ove fosse stata adottata l.opzione 3 (completa deregulation del settore) i redditi agricoli in Piemonte si sarebbero ridotti di circa il 50% per l.agricoltura specializzata e del 3% per l.agricoltura non specializzata.
  • variazione dei prezzi dei principali input. Da questa analisi risulta che per i vini mossi e fermi un aumento dell.1% del prezzo della materia prima agricola comporta, rispettivamente, una riduzione del margine operativo lordo dello 0,4% e dell.1,77%.

Con i suoi valori materiali e immateriali e con i suoi effetti di trascinamento che pervadono e si trasmettono alle filiere correlate, la filiera vitivinicola si pone dunque come componente di grande rilievo non solo del settore agricolo ma anche e soprattutto del territorio in cui la stessa è inserita. In tal senso, assumono particolare significato le capacità progettuali di cui gli attori istituzionali e gli organismi di categoria debbono essere portatori per supportare imprese vitivinicole, filiere e territori, coniugando valori locali e dinamiche di un contesto sempre più caratterizzato da eccessi di capacità produttiva, riduzione dei consumi domestici, globalizzazione dei mercati e aumento della pressione competitiva.

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