Friday, 03 August 2018

Le terre d'Occidente, regno del Marsala

Written by Teresa Capodimonte

Sulle rotte del Mediterraneo, una città che raccoglie i sapori e gli aromi di una storia che si perde nei secoli. Il nostro punto di partenza è proprio Marsala, la splendida civitas come la definì Cicerone, che della nota cittadina siciliana fu questore nel 75 a.C. 

I segni del passato si ritrovano nelle bellezze artistiche e culturali di questa splendidissima civitas – come la chiamò Cicerone, che di Marsala fu questore nel 75 a.C. – e affiorano ancora oggi in ogni angolo della città. Uno sguardo alla mappa del centro storico aiuta ad individuare, tra un’azienda e l’altra, i luoghi da visitare e il percorso da seguire. Per comodità si suggerisce di partire da piazza della Vittoria. Qui si affaccia Porta Nuova che guarda all’area archeologica, con i mosaici del Insula Romana; al baglio Anselmi, con la Nave Punica;  alla chiesetta di San Giovanni con la grotta della Sibilla. Il Decumano Massimo vi accompagna nella passeggiata fino al mare. L’antica Lilybeo rivive nei viali di questo parco, ma anche nei palazzi, nelle chiese, nei musei che si incontrano al di là della Porta, lungo il Cassaro. Il Convento del Carmine, oggi sede della Pinacoteca comunale, conserva l’atmosfera mistica di un tempo. Tappe d’obbligo sono la piazzetta Purgatorio, con la fontana Barocca; il Complesso San Pietro col Museo Civico, nel quartiere Ebraico; piazza Loggia, con il palazzo VII Aprile e la chiesa Madre. Via Garibaldi, memoria del Risorgimento, supera il museo degli arazzi Fiamminghi; costeggia il Municipio e il Mercato del pesce, nel quartiere militare spagnolo. Antico e moderno si rincorrono lungo le vie del centro.

Fuori dalle Porte

Da Porta Mazara, l’odierna piazza Matteotti, l’itinerario prosegue lungo la via Roma e le stradine laterali fino a piazza Caprera, uno dei principali punti di accesso in città. La Fontana del Vino, del maestro Salvatore Fiume, simboleggia con l’asino e la baccante la generosità di una terra vocata all’agricoltura. Corso Calatafimi, superato il passaggio al livello, passa accanto alla chiesa di San Francesco di Paola. John Woodhouse, nel ‘700 adibì a bottaia tre magazzini inutilizzati del vecchio convento e vi impiantò un alambicco per produrre acquavite.

La Riserva dello Stagnone prende il nome dallo “Stagnone”, una laguna compresa tra quattro isole: Mozia, Isola Grande, Schola e Santa Maria. È la più vasta della Sicilia ed è caratterizzata da acque molto basse (1-2 mt. e spesso non più di 50 cm). La caratteristica principale della Riserva è sicuramente la presenza delle Saline, vasche artificiali per l’estrazione del sale create sulla costa in tempi antichissimi, sotto la dominazione Fenicia e ancora oggi risultano funzionanti. La Via del sale, che si snoda lungo la litoranea, porta alle saline di Genna, Ettore e Infersa. Le Saline in passato rappresentavano l’attività cardinale dello Stagnone che si esercitava facendo evaporare l’acqua incanalata in speciali laghetti, per poi raccogliere il sale. Basti pensare che negli anni Cinquanta Marsala vantava ben nove saline che occupavano una superficie di quasi 450 ettari, per una produzione complessiva di 53.000 tonnellate di sale. Oggi le saline in funzionamento sono soltanto quattro, la superficie coinvolta è diminuita a 205 ettari, con una produzione fortemente ridotta a sole 25.000 tonnellate a causa degli alti costi di produzione e del personale addetto alla cura della salina. Il pompaggio dell’acqua e la macinazione del sale erano svolte per mezzo dei mulini a vento, alcuni ancora oggi conservati e ristrutturati.

E la presenza dei Mulini a vento e di queste enormi dune bianche di sale rende il paesaggio un quadro d’altri tempi. Tra i Mulini, uno, quello di Ettore Infersa, ospita il Museo del Sale. Il lavoro dei salinari e i mulini a vento sono meta turistica. Adesso una semplice combinazione di sole, acqua e vento crea un sale marino pregiatissimo, lavorato ancor oggi come una volta. Siamo realmente nella capitale mondiale del sale di qualità. A volte invece in cielo volano i coloratissimi Kite, essendo la Laguna una zona ideale per chi pratica Kitesurf o Windsurf, in quanto l’acqua è poco profonda ed allo stesso tempo lo Stagnone è esposto a tutti i venti.

 

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