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24 Luglio 2026

Congiuntura Flash: rincarano petrolio e gas, il 3° trimestre parte in salita

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di Federvini | in 
 Studi e Ricerche

Secondo l’ultima Congiuntura Flash del Centro Studi Confindustria, il terzo trimestre si apre in un contesto di forte incertezza, aggravato dalla ripresa del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Le tensioni geopolitiche hanno determinato un nuovo aumento dei prezzi dell’energia, con il greggio risalito a 91 dollari al barile e il gas a 60 euro per megawattora, alimentando pressioni inflazionistiche che rischiano di prolungarsi e di irrigidire ulteriormente le condizioni del credito.

Gli effetti del conflitto, che avevano già inciso sulla crescita del PIL italiano nel secondo trimestre, si estendono ora anche ai mesi estivi. L’industria mostra segnali di rallentamento dopo una lunga fase caratterizzata da shock, mentre gli investimenti perdono slancio. I prestiti alle imprese continuano ad aumentare, ma sono destinati soprattutto a sostenere i maggiori costi energetici piuttosto che nuovi progetti produttivi.

Anche i consumi evidenziano un progressivo indebolimento. Dopo il recupero registrato nei primi mesi dell’anno, il potere d’acquisto delle famiglie risente dell’aumento dei prezzi e del lieve calo dell’occupazione, con una crescita contenuta delle vendite al dettaglio e una nuova flessione degli acquisti di automobili.

Nel comparto manifatturiero, la produzione industriale è diminuita a maggio, mentre l’indice dei direttori degli acquisti segnala ancora una fase di espansione, seppure meno intensa. I servizi, invece, si mantengono stabili grazie alla ripresa della spesa dei turisti stranieri e a un graduale recupero della domanda interna.

Sul fronte estero, le esportazioni restano deboli nel complesso, pur con risultati differenziati tra mercati e settori. Intanto, il rafforzamento del dollaro favorisce la competitività dei Paesi dell’area euro. A livello internazionale, l’Eurozona mostra segnali di miglioramento nei servizi, gli Stati Uniti rallentano e la Cina continua a essere sostenuta soprattutto dalla crescita dell’export, nonostante la debolezza della domanda interna.

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L’inflazione ha registrato un deciso aumento nel corso del 2026, raggiungendo in Italia il 3,2% a maggio, rispetto all’1,0% di gennaio. Secondo i dati Istat, l’accelerazione è stata determinata dallo shock dei prezzi petroliferi seguito alle tensioni nel Golfo Persico e alle limitazioni dei transiti nello stretto di Hormuz. Un andamento analogo si è osservato nell’Eurozona. Nonostante il rialzo, i livelli restano comunque molto inferiori ai massimi registrati nel 2022.

Le previsioni della Banca centrale europea e della Commissione europea indicano che il picco dell’inflazione dovrebbe essere raggiunto quest’anno, seguito da un progressivo rallentamento nel 2027. Tuttavia, l’evoluzione dei prezzi dipenderà soprattutto dall’andamento del mercato petrolifero e dalla situazione nello stretto di Hormuz. Anche in presenza di un fenomeno temporaneo, l’aumento del livello dei prezzi continuerà a incidere negativamente sulla crescita economica.

L’inflazione al netto di energia e alimentari mostra finora un incremento contenuto, ma potrebbe risentire nei prossimi mesi del trasferimento dei maggiori costi energetici ai prezzi di beni e servizi. Le aspettative di inflazione risultano in aumento nel breve periodo, mentre rimangono sostanzialmente stabili nel medio termine.

In questo contesto, la Banca centrale europea ha adottato un approccio prudente, intervenendo con un limitato aumento dei tassi di interesse per contenere il rischio di effetti inflazionistici più persistenti. Anche eventuali ulteriori rialzi, seppur contenuti, contribuirebbero a rallentare consumi e investimenti attraverso condizioni di credito meno favorevoli.

L’aumento dei prezzi ha inoltre inciso sulla fiducia delle famiglie italiane, scesa ai livelli più bassi in primavera. Il peggioramento del clima di fiducia, unito alla perdita di potere d’acquisto e all’inasprimento delle condizioni finanziarie, rappresenta un ulteriore elemento di freno per l’economia, anche nell’ipotesi di un graduale rientro dell’inflazione.

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Fonte: Centro Studi Confindustria

Photo Credit: Magnific

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