Studi e Ricerche

Ottobre mese di fine vendemmie, dei primi vini novelli, delle cantine aperte e delle degustazioni, accompagnate dai colori autunnali. Quando le temperature iniziano a scendere, uno dei tanti piaceri è quello di rimanere al caldo in compagnia di un buon bicchiere di vino. 

Ma quali sono i vini più diffusi tra gli italiani? Secondo lo studio realizzato da Tiendeo.it, compagnia specializzata nei servizi drive-to-store per il settore retail ed esperti in cataloghi digitali, ad andare per la maggiore sono i vini rossi, in particolare Montepulciano, Nero d’Avola e Chianti. Sempre riguardo ai consumatori, i più avvezzi alla ricerca online di offerte e promo di vini, sono i residenti in Lombardia, seguiti da Lazio e Piemonte. 

Altro dato interessante riguarda la presenza di etichette DOP e IGT, che conquistano complessivamente più del 22% della sezione vini nei cataloghi dei retailer italiani. 

I vini rossi vincono su vini bianchi e rosati 

I vini rossi riscuotono grandi consensi durante tutto l’anno, aggiudicandosi il 65% dell’interesse dei consumatori. Seguono i vini bianchi con il 30% e chiudono la classifica i rosati con solo il 5%. 

Nella classifica generale infatti, i vini bianchi non appaiono nella top 10. Nella classifica generale il primo vino bianco è l'Ortrugo, che si trova in dodicesima posizione, subito dopo in tredicesima posizione il Muller Thurgau igt e in diciassettesima il Pinot Grigio. 

Montepulciano, Nero d’Avola e Chianti i rossi più cercati durante l’anno Al primo posto della classifica dei vini rossi che hanno riscosso maggiore interesse tra i consumatori troviamo il Montepulciano (12,7%). Sempre sul podio in seconda posizione Nero d’Avola (10,3%) e in terza Chianti (8,7%). A seguire Amarone (6%), Barbera (5,9%), Oltrepo Pavese DOC (5,5), Bonarda (4,4%), Sangiovese (3,8%), Colli Piacentini, Barbaresco, Lambrusco (3,7%) e Morellino di Scansano, Aglianico e Primitivo di Manduria (2,9%).

Ortrugo, Muller Thurgau igt, Pinot Grigio sono i bianchi più ricercati

Per quanto riguarda invece i vini bianchi, troviamo in prima posizione l’Ortrugo (13,6%), seguito da Muller Thurgau igt (13,3%) e Pinot Grigio (9,2%). Chiudiamo la top cinque con due grandi classici: Falanghina (7,6%) e Gewurztraminer (6,5%). In sesta posizione a pari merito Ribolla Gialla, Pignoletto e Custoza DOC (6%), in settima Forchir (5,6%), ottava Passerina (3,7%), nona Garganega (3,4%) e decima Verdicchio Castelli di Jesi DOC (3,1%).

Oltre il 22% dei vini sono DOP o IGT

I consumatori sono sempre più attenti alle etichette e alla provenienza dei prodotti che decidono di acquistare, soprattutto rispetto a quelli da mettere in tavola. A conferma di questa tendenza in aumento, sono i dati relativi a Denominazione Origine Protetta (DOCG e DOC) e IGP dei vini italiani. 

I consumatori, come è ormai noto, dimostrano grande sensibilità alle modalità di produzione, alle materie prime e all’intera filiera. Proprio per questo i retailer, attenti alle esigenze dei clienti, danno sempre più spazio sia nei punti vendita che nei volantini a prodotti km 0, di denominazione protetta e controllata e biologici. Non a caso, in quest'ultimo anno, più del 22% dei vini italiani presenti sui cataloghi dei retailer sono DOCG, DOC e IGP. 

Più del 45% dei consumatori provengono dalla Lombardia

Tra i consumatori più affezionati a ricercare promo e offerte di vini, quasi la metà sono residenti in Lombardia (45%). Seguono il Piemonte e il Lazio, rispettivamente con il 14% e il 13%. A continuazione Emilia - Romagna (5,8 %), Veneto (4,8 %). 

In particolare, in Lombardia a catturare l’attenzione sono al primo posto Nero d'avola, seguito da Oltrepo Pavese Doc e Montepulciano d'Abruzzo. Mentre in Piemonte Nero d’Avola, Montepulciano d'Abruzzo e Oltrepo Pavese Doc. In Lazio troviamo Montepulciano d'Abruzzo, Nero d’Avola e Muller Thurgau. Il podio di Emilia - Romagna e Veneto è composto rispettivamente da Nero d'Avola, Valpolicella DOC e Montepulciano d'Abruzzo, e quello del Veneto vede al primo posto Morellino di Scansano, Primitivo di Manduria e Soave. 

Questi dati rispecchiano come l’interesse per i vini sia totalmente trasversale, e che nelle varie regioni si possano trovare e amare indistintamente vini di tutt’Italia.

 

 

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