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18 Marzo 2026

UE, nuove norme contro il greenwashing dal 2026

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di Federvini | in 
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L’Unione europea introdurrà nuove misure atte a rafforzare la tutela dei consumatori nei confronti di pratiche commerciali scorrette legate alla sostenibilità. La Direttiva (UE) 2024/825, nota come Direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde (ECGT), entrerà in vigore il 27 settembre 2026, modificando la Direttiva sulle pratiche commerciali sleali (2005/29/CE) e la Direttiva sui diritti dei consumatori (2011/83/UE).

L’obiettivo del provvedimento è migliorare la qualità delle informazioni fornite ai consumatori e contrastare fenomeni come il “greenwashing”, ossia dichiarazioni ambientali fuorvianti. La Direttiva stabilisce che i professionisti devono offrire informazioni “chiare, pertinenti e affidabili”, introducendo norme specifiche per contrastare pratiche che possano indurre in errore, incluse quelle legate all’obsolescenza precoce dei prodotti, alle caratteristiche sociali dichiarate o all’uso di etichette di sostenibilità non trasparenti.

Particolare attenzione è dedicata alle dichiarazioni ambientali, soprattutto quelle relative al clima e agli obiettivi futuri, come la neutralità carbonica. Tali affermazioni saranno vietate se non supportate da impegni verificabili, obiettivi chiari e piani di attuazione dettagliati e realistici. Inoltre, sarà richiesta la verifica da parte di esperti terzi indipendenti, senza conflitti di interesse, con competenze specifiche in materia ambientale e incaricati di monitorare regolarmente i progressi.

La Direttiva vieta anche l’uso di affermazioni ambientali generiche, come “ecologico” o “amico dell’ambiente”, in assenza di prestazioni ambientali eccellenti e riconosciute.

Un documento pubblicato dalla Commissione europea il 27 novembre 2025, pur definito come contenente “valutazioni preliminari”, fornisce chiarimenti su aspetti applicativi, tra cui l’uso del termine “biologico”, la validità delle etichette di sostenibilità di paesi terzi e l’impatto delle nuove norme su prodotti già esistenti. L’interpretazione definitiva resta comunque di competenza della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Photo Credit: Freepik

Fonte: Unione Europea

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