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USA annuncia l’eliminazione dei dazi del 10% sui whiskey britannici.
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A pochi giorni dalla visita di Stato di Re Carlo III a Washington, il presidente Donald Trump ha annunciato l’intenzione di eliminare i dazi del 10% sui whisky importati dal Regno Unito. L’annuncio è stato diffuso attraverso un messaggio sui social media, segnando un possibile allentamento delle tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico.
La misura è stata accolta con favore dal settore. Mark Kent, direttore generale della Scotch Whisky Association, ha definito l’intesa “un significativo impulso” per l’industria del whisky scozzese nel suo mercato di esportazione più importante. Kent ha sottolineato come i produttori possano “tirare un sospiro di sollievo” in una fase di forte pressione per il comparto, evidenziando anche il lavoro diplomatico svolto per ristabilire un sistema di dazi zero reciproci tra whisky scozzese e bourbon statunitense. Secondo Kent, la storica relazione tra le due industrie potrà essere rilanciata proprio grazie a questa decisione.
Anche negli Stati Uniti la reazione è stata positiva. Chris Swonger, presidente e amministratore delegato del Distilled Spirits Council, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, parlando di una “grande vittoria” per le imprese dell’ospitalità americana, particolarmente esposte agli effetti delle politiche commerciali internazionali. Swonger ha ricordato come Stati Uniti e Regno Unito condividano una tradizione consolidata nella produzione di distillati, fondata su competenze artigianali, filiere agricole e accesso ai mercati. Il ritorno a un modello di scambio equo e reciproco, ha aggiunto, rafforzerebbe i legami transatlantici e offrirebbe maggiore stabilità a un settore che necessita di certezze per crescere, investire e sostenere l’occupazione.
L’annuncio si inserisce in un contesto commerciale recentemente ridefinito. Dopo la conclusione dell’accordo quadro sulla prosperità economica tra Stati Uniti e Regno Unito, raggiunto l’8 maggio 2025, Washington aveva introdotto un dazio di base del 10% sulle importazioni britanniche, ridotto rispetto al precedente 25% imposto all’inizio dello stesso anno. All’inizio del 2026, inoltre, l’amministrazione statunitense aveva valutato per alcuni giorni l’ipotesi di reintrodurre tariffe al 25% su tutti i prodotti provenienti dal Regno Unito, in risposta al mancato sostegno britannico all’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti.
In questo quadro, la possibile eliminazione dei dazi sul whisky rappresenta un segnale di distensione e un tentativo di rilanciare un equilibrio commerciale fondato sulla reciprocità, in un settore simbolico delle relazioni economiche tra i due Paesi.
Photo Credit: Pexels
Source: Abridge
