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25 Marzo 2026

The Italian way, un consumo moderato e consapevole di bevande alcoliche: la ricerca dell’Università Sapienza

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di Vittoria Alerici | in 
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Esiste una specificità italiana nel consumo di bevande alcoliche, uno stile distintivo e riconoscibile rispetto ad altri Paesi, in particolare europei. È quanto emerge dalla prima ricerca sul tema promossa daFedervini e condotta dal Dipartimento di comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma,che conferma con evidenze empiriche un tratto da sempre riconosciuto identitario della cultura italiana.

Dallstudio presentato oggi a Roma presso la Camera dei Deputatiin occasione dell’evento “The Italian Way”emerge come il consumo di bevande alcoliche nel nostro Paese sia in larghissima prevalenza moderato, ritualizzato e profondamente legato al contesto sociale e alle abitudini alimentari, in sostanziale coerenza con le consuetudini della Dieta mediterranea. Un modello che integra tradizioni, cultura e vita sociale.

Il consumo appare strutturalmente correlato ai momenti del pasto e dellaconvivialità, con oltre l80% delle consumazioni di vino concentrate a pranzo e a cena e oltre il 70% dei cocktail legati agli aperitivi.

Con un consumo annuo di 8 litri alcol pro capite, l’Italia si colloca a un livello del 6% inferiore alla media dei Paesi OCSE e, in Europa, ben al di sotto dei Paesi dell’Europa centro-orientale e di quelli iberici, dove i consumi oscillano tra gli 11 e i 12 litri. In questo quadro un dato rilevante riguarda la bassa incidenza di comportamenti a rischio, caratterizzata da una progressiva riduzione della prevalenza nella popolazione italiana, diminuita di 6 punti percentuale tra il 2007 e il 2023.

Dati che si collocano in un quadro positivo di salute e aspettativa di vitasecondo Eurostat l’Italia registra l’aspettativa di vita più elevata in Europa raggiungendo 84,1 anni valore superiore alla media UE che si attesta a 81,5 anni.

Oggi abbiamo ulteriore evidenza di ciòche da sempre sosteniamo: esiste uno stile italiano del bere, fondato su moderazione, cultura e responsabilità. Un modello in cui il consumo è diffuso ma consapevole, ritualizzato e significativamente legato ai pasti e alla convivialitàcommenta il Presidente di Federvini Giacomo PontiÉ proprio questo stile, basato su tradizione e cultura, a dimostrarsi più efficace rispetto a politiche restrittive e proibizionistiche che riemergono periodicamente a livello internazionale. Un modello, quello italiano, intorno al quale si è sviluppata nei secoli una filiera di imprese profondamente radicate nei territori, che contribuiscono all’economia e che rappresentano nel mondo un simbolo di qualità.” 

Il consumo dei giovani 

Nell’indagine a cura dell’Università La Sapienza unattenzione specifica è rivolta ai giovani tra i 18 e i 24 anni, il cui profilo di consumo mostra unevoluzione graduale con segnali di riduzione sia nella frequenza che nei comportamenti potenzialmente a rischio. Il 72% ha consumato almeno una bevanda alcolica negli ultimi 12 mesi con una prevalenza maschile (75%) sul consumo femminile (68%). Significativo è il dato sul consumo giornaliero, che in questa fascia d’età si attesta al 5,7%, a fronte del 31,3% degli over 75, confermando una minore propensione al consumo abituale tra le generazioni più giovani.

Educazione e comunicazione: l’impegno di Federvini

Nel ribadire la centralità dell'educazione e della sensibilizzazione come strumenti fondamentali per promuovere una cultura del bere consapevole, Federvini conferma il proprio impegnoavviato nel 2022 con il programma “Comunicare il consumo responsabile”in collaborazione con il mondo accademico. 

Il progetto ha coinvolto sinora oltre 700 studenti di nove atenei italiani: Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Verona, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Catania, Università degli Studi di Vicenza, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, LUISS Guido Carli e Università degli Studi di Torino.

Attraverso questo coinvolgimento diretto, i futuri professionisti della comunicazione diventano i primi ambasciatori di un messaggio consapevole verso i propri coetanei. Un progetto che ha visto due importanti partnership pubblico-privato, in particolare con i Comuni di Roma Capitale e di Napoli che hanno ospitato due campagne di affissioni sui rispettivi territori.

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