Un altro capitolo nella guerra dei dazi tra Usa e Canada. Ottawa martedì 8 settembre aveva fatto scattare dazi del 15, 25 e 50% su 27,6 miliardi di dollari canadesi (circa 20 miliardi americani) di prodotti statunitensi. La rappresaglia canadese era stata costruita secondo il principio del «dollaro per dollaro e aliquota per aliquota», in risposta alle tariffe introdotte da Washington il 22 agosto.
Solo poche ore dopo la risposta din Donald Trump. Il presidente americano ha annunciato che dal 29 settembre gli Stati Uniti vieteranno l’importazione di un’ampia gamma di prodotti provenienti dal Canada: gran parte delle bevande alcoliche, motociclette e alcune specifiche categorie legate al comparto lattiero-caseario. Il blocco americano riguarda la maggior parte delle categorie di alcolici indicate negli allegati doganali: birra, vino, whisky, rum, vodka, vermut e brandy.
Trump ha utilizzato la Section 338 del Tariff Act del 1930, una norma dell’epoca della Grande depressione che consente al presidente di applicare dazi fino al 50% e, se ritiene che un Paese continui a discriminare il commercio americano, di escluderne alcuni prodotti dal mercato statunitense.
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