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24 Febbraio 2026

Ponti su dazi Usa: niente panico, il vero test saranno le vendite del primo semestre

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di Vittoria Alerici | in 
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«Il panico non serve , la migliore arma è mantenere il sangue freddo. Anche se certo, c'è grande incertezza e con l'incertezza non si lavora bene». Così Giacomo Ponti, presidente di Federvini, in una intervista al Corriere della SAera che riportiamo.
Giacomo Ponti, da presidente di Federvini,e presidente del Gruppo Ponti, è ottimista?
La situazione è molto liquida e ingarbugliata. Ma, dal ministro Tajani agli altri ministri, tutti stanno lavorando per le aziende italiane e mi auguro si arrivi presto ad un chiarimento. Non va dimenticato che l'Italia non è solo un partner commerciale degli Stati Uniti, ma anche un alleato, con gli Usa  condividiamo valori e un rapporto solido.
Nuovi dazi al 15% danneggeranno il suo settore?
Bisogna capire se saranno tariffe omnicomprensive o si aggiungono al 15% di oggi, siamo in attesa, ma al netto dell'incertezza, io le leggo in continuità con il 15% in vigore dal 7 agosto, quindi non cambia nulla. Se si torna al 10% tanto meglio.
Quel 15% come si è tradotto per il Gruppo Ponti?
Purtroppo è finito sul consumatore Usa , non abbiamo trovato supporto dai nostri partner del mercato americano, dagli importatori fino al supermercato, e abbiamo dovuto aumentare i listini. Perciò dico che è un peccato zavorrare dei prodotti come quelli italiani in un mercato che li richiede.
Il 2025 è stato un annus horribilis per l ' export negli Usa di vini , aceti e spiriti?
In realtà no, perché ci sono stati spostamenti di magazzini e nella fase di attesa importatori e distributori hanno usato quelle riserve. L'anno verità sarà il 2026, i primi 6 mesi ci daranno i numeri reali di un settore che, ricordo, vale 2 miliardi e mezzo di euro di vendite dall'Italia agli Usa e questo dimostra che c'è un interesse comune per i due Paesi, è importante mantenere valori e volumi frutto di rapporti secolari. Bisogna difendere un mercato che ama i nostri prodotti. 

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