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Ponti: con l’accordo UE-India abbattute storiche barriere, una svolta per la nostra competitività
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L’intesa rappresenta un pilastro fondamentale per il rafforzamento dell’export agroalimentare italiano ed europeo, in grado di consolidare la presenza dei nostri vini, spiriti ed aceti in un bacino commerciale tra i più dinamici a livello globale.
"La firma dell'accordo di libero scambio con l'India rappresenta un traguardo di straordinario valore per i nostri comparti e per l’economia europea nel complesso" ha dichiarato il Presidente di Federvini Giacomo Ponti. "Esprimiamo soddisfazione per l’impegno profuso dalla Commissione Europea nel rimuovere barriere che, per decenni, hanno reso le nostre produzioni marginali in un mercato dalle ampie prospettive di sviluppo. La riduzione progressiva dei dazi, che scenderanno fino al 20-30% nell'arco di sette anni, restituisce finalmente competitività ai nostri prodotti. In uno scenario internazionale segnato da instabilità e necessità di diversificazione, l’apertura dell’India costituisce una direttrice di crescita strategica per la resilienza della nostra filiera."
L’accordo interviene in un mercato che conta oltre 1,4 miliardi di consumatori, caratterizzato da una classe media in costante espansione, ma finora precluso da un regime tariffario tra i più restrittivi al mondo. Con un dazio doganale per vini e spiriti attualmente fissato al 150%, l’accesso per i produttori europei è risultato sino ad oggi estremamente limitato. In particolare, l’intesa siglata oggi prevede che i vini e i prodotti vinicoli aromatizzati dell'UE vedranno dimezzati i dazi raggiungendo, entro sette anni, un dazio finale del 30% per i vini con un prezzo compreso tra 2,50 e 10 euro a bottiglia e del 20% per i vini con un prezzo superiore a 10 euro a bottiglia; dopo lo stesso arco temporale, le tariffe per gli spiriti invece si attesteranno al 40%.
La Federazione auspica una tempestiva conclusione dell'iter di ratifica da parte delle istituzioni europee, affinché la filiera possa tradurre il nuovo assetto normativo in concrete prospettive di sviluppo, valorizzando l’autenticità e l’alto valore qualitativo che distinguono il patrimonio vitivinicolo, degli spiriti e degli aceti nazionale nel mondo.
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