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29 Gennaio 2026

L’aceto balsamico di Modena urge l’Europarlamento sulla necessità di standard omogenei

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di Federvini | in 
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L’Aceto Balsamico di Modena entra simbolicamente nel “menù” del Parlamento europeo, diventando il fulcro di un confronto istituzionale sul futuro normativo di un comparto in forte espansione ma ancora privo di una cornice regolatoria comune a livello Ue. L’incontro, ospitato dall’eurodeputato Stefano Bonaccini, ha riunito produttori e rappresentanti delle istituzioni europee per discutere la necessità di definizioni condivise e standard omogenei per il settore degli aceti.

L’appuntamento è stato anche l’occasione per presentare Modena Balsamic Genius, il nuovo short film del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, realizzato con il contributo del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, pensato per rafforzare la promozione del prodotto sui mercati esteri. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione internazionale di uno dei principali ambasciatori dell’agroalimentare italiano, i cui volumi e valori sono in costante crescita, soprattutto al di fuori dell’Unione europea.

Al centro del dibattito, la situazione normativa europea. Attualmente il diritto Ue prevede una definizione armonizzata solo per l’aceto di vino, mentre le altre tipologie restano disciplinate da normative nazionali molto eterogenee. In questo contesto si colloca la proposta di un possibile emendamento al Regolamento (UE) 1308/2013, sostenuta in particolare da Italia e Francia, che introdurrebbe per la prima volta norme specifiche sulla definizione e sulla produzione degli aceti.

Secondo Bonaccini, chiarire che l’aceto debba essere prodotto a partire da una materia prima di origine agricola è essenziale per evitare rischi non solo economici ma anche culturali, legati alla confusione tra prodotti agricoli e miscele industriali. Una posizione condivisa dal Consorzio Aceto Balsamico di Modena, che chiede una protezione estesa anche attraverso accordi bilaterali con Paesi extra-Ue.

I numeri confermano il peso del comparto: oltre il 92% della produzione è destinato all’export, con una presenza in più di 100 Paesi. Alla crescita si affianca però il problema delle imitazioni, favorite dall’assenza di una definizione univoca dei termini “aceto” e “balsamico”. Per i produttori e le istituzioni, l’obiettivo comune resta la costruzione di un quadro normativo coerente, capace di garantire trasparenza ai consumatori, tutelare la qualità e rafforzare la credibilità di un prodotto simbolo della tradizione agroalimentare europea.

Fonte: Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena

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