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title: "Federvini-Nomisma: mercato interno in chiaroscuro, frenano export e consumi globali - Federvini"
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date: "2026-06-11T21:53:49+00:00"
language: "it-IT"
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11 Giugno 2026

# Federvini-Nomisma: mercato interno in chiaroscuro, frenano export e consumi globali

 [![Federvini-Nomisma: mercato interno in chiaroscuro, frenano export e consumi globali](https://www.federvini.it/images/econa-article-images/7101/full/1200/800x600/pexels-kelly-13766343.jpeg)](https://www.federvini.it/news/federvini-nomisma-mercato-interno-in-chiaroscuro,-frenano-export-e-consumi-globali)- [  Share](#)

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 di Federvini | in  [News](https://www.federvini.it/news)

Come presentato nel corso dell’Assemblea Generale Federvini 2026, secondo l’elaborazione dell**’Osservatorio Federvini** in collaborazione con Nomisma, il primo trimestre 2026 nella GDO italiana mostra dinamiche divergenti tra comparti. Il vino segna un lieve calo a volume (-1%), ma cresce a valore (+2,2%), con gli spumanti in accelerazione (+8,7%) su un trend che dura da oltre cinque anni.

[![NOMISMA 1](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_1.png)](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_1.png)

Gli spiriti mettono a segno un rimbalzo più sostenuto (+2,9% a volume), trainati dagli aperitivi alcolici e dai sodati; cresce anche il Gin, mentre la Grappa rimane in terreno negativo.

[![Nomisma 2png](https://www.federvini.it/images/Nomisma_2png.png)](https://www.federvini.it/images/Nomisma_2png.png)

Segno positivo per gli aceti, con vendite in GDO in crescita sia a valore (+2,4%) che a volume (+1%), trascinate dalla brillante performance dell’aceto di mele e dalla stabilità dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.

[![NOMISMA 3](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_3.png)](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_3.png)

Sul fronte internazionale, il primo trimestre 2026 si è aperto in frenata per tutti i grandi Paesi produttori di vino. A pesare è stata la contrazione generalizzata delle importazioni nei dodici principali mercati mondiali, che hanno registrato una riduzione del 17,1% a valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tra i mercati più colpiti figurano gli Stati Uniti, con un calo del 38,9% del valore delle importazioni di vino, seguiti da Cina (-10,6%) e Canada (-10,5%). In questo contesto particolarmente complesso, le esportazioni italiane di vino hanno segnato una flessione del 13,3% a valore, mostrando tuttavia una capacità di tenuta superiore rispetto al calo complessivo della domanda internazionale.

[![NOMISMA 4](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_4.png)](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_4.png)

[![NOMISMA 5](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_5.png)](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_5.png)

Più positivo il quadro per gli spirits. Nel primo bimestre del 2026 l’export italiano della categoria registra una crescita del 5,8%, sostenuta in particolare dall’andamento delle vendite verso Spagna e Regno Unito.

[![NOMISMA 6](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_6.png)](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_6.png)

Per quanto riguarda gli aceti, aumentano gli acquisti di prodotto italiano in alcuni mercati strategici come Corea del Sud e Australia, ma il bilancio complessivo del primo bimestre resta negativo, con una contrazione dell’export a valore di quasi l’11%.

L’analisi dedica inoltre un focus specifico agli Stati Uniti. Per neutralizzare l’effetto straordinario delle importazioni anticipate registrate nel primo trimestre 2025, legate all’annuncio dei dazi universali da parte dell’amministrazione Trump, il confronto è stato effettuato tra il primo trimestre 2026 e lo stesso periodo del 2024. Anche in questo caso il risultato rimane negativo: le importazioni statunitensi di prodotti italiani segnano un calo del 28% per il vino, del 35% per gli spirits e del 18% per gli aceti. Oltre all’effetto della svalutazione del dollaro rispetto all’euro, il dato riflette una fase di debolezza della domanda e dei consumi sul mercato americano.

La Consumer Survey dell’Osservatorio Federvini, realizzata da Nomisma Wine Monitor su un campione di 1.200 consumatori statunitensi di vino, spirits e Aceto Balsamico di Modena IGP, restituisce un quadro di forte apprezzamento e fedeltà verso le produzioni italiane.

[![NOMISMA 7](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_7.png)](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_7.png)

Vini spiriti e aceti si confermano infatti ai vertici della classifica dei prodotti stranieri percepiti come più qualitativi dai consumatori statunitensi. Il principale driver di scelta resta l’elevata qualità percepita, valore associato dal 47% degli intervistati ai vini italiani, dal 48% agli spirits italiani e dal 42% all’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Nonostante l’aumento dei prezzi attribuito ai dazi sia stato percepito dalla grande maggioranza dei consumatori, la propensione alla sostituzione dei prodotti italiani resta molto contenuta. Meno di un consumatore su dieci dichiara infatti di aver sostituito, anche solo parzialmente, vino, spirits o Aceto Balsamico di Modena IGP con prodotti alternativi.

La fedeltà al Made in Italy emerge anche nelle intenzioni future di acquisto. Di fronte all’ipotesi di un ulteriore incremento dei prezzi del 20%, una quota significativa di consumatori afferma che manterrebbe inalterate le proprie abitudini di acquisto e di consumo, mentre molti altri dichiarano che ricorrerebbero a promozioni e offerte pur di continuare a scegliere prodotti italiani.

[![NOMISMA 8](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_8.png)](https://www.federvini.it/images/NOMISMA_8.png)

Fonte: Nomisma

Photo credit: Pexels

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