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Dopo la sentenza della Corte Suprema Trump impone nuovi dazi al 15%
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"In qualità di presidente, aumenterò, con effetto immediato, i dazi mondiali del 10% sui Paesi, molti dei quali hanno 'derubato' gli Stati Uniti per decenni, senza alcuna ritorsione (finché non sono arrivato io!), al livello pienamente consentito e legalmente testato del 15%", ha annunciato sul suo social Truth facendo riferimento alla Section 122 del Trade Act del 1974, mai usata prima ma che consente l'imposizione di tariffe fino al 15% per un periodo di 150 giorni senza l'approvazione del Congresso.
Molto dipenderà dalle strade alternative che il presidente deciderà di percorrere per continuare la sua 'guerra commerciale' con tutti coloro che - continua a ripetere - per "decenni si sono approfittati" degli Stati Uniti. Una delle vie che il presidente ha citato è quella della Section 301 del Trade Act, descritto da uno dei suoi architetti come la 'Magna Carta' delle normativa commerciale americana. La Section 301 è già stata usata da Trump nel suo primo mandato contro la Cina e consente al presidente di imporre dazi al termine di un'indagine per accertare se un Paese ha adottato pratiche commerciali sleali e in violazione degli accordi commerciali firmati in precedenza.
Le prossime mosse della Casa Bianca non sono l'unico punto oscuro da risolvere. La bocciatura dei giudici non chiarisce infatti nulla sui rimborsi né tanto meno sugli accordi commerciali conclusi in questi mesi, tra cui quello con la Ue. Sul fronte dei rimborsi, nella sentenza l'unico a pronunciarsi è Brett Kavanaugh, il giudice che ha votato contro l'abolizione dei dazi divenendo il "nuovo eroe" del presidente. Kavanaugh ha parlato di caos per i potenziali rimborsi e messo in guardia sugli accordi siglati facendo leva sulle tariffe.
