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### Notizie ed opinioni dal mondo dei vini, spiriti e aceti

20 Gennaio 2020

# Anche il 2019 è stato un anno spumeggiante: bollicine cresciute del 4% a valore

[![Anche il 2019 è stato un anno spumeggiante: bollicine cresciute del 4% a valore](https://www.federvini.it/data:image/svg+xml;base64,PHN2ZyB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==)](https://www.federvini.it/news/anche-il-2019-e-stato-un-anno-spumeggiante-bollicine-cresciute-del-4-a-valore)

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di Redazione | in  :  [News](https://www.federvini.it/news)

Nel 2019 la **produzione nazionale di vini spumeggianti** è cresciuta ancora, 750 milioni di bottiglie. Poco oltre 200 destinate al mercato interno e 550 milioni verso l’estero. Un **valore in cantina** di circa 1,9 mld/€ . Rispetto al 2018 una **crescita in volume del +8,5% e un +3,9% in valore**. “ Il punto dolente resta il valore marginale all’origine delle bottiglie, di conseguenza al consumo anche se, soprattutto sui mercati esteri, il sentiment qualità e made in Italy spuntano un  giro d’affari globale al consumo di 6,1 mld/euro, oltre 3 volte tanto il prezzo alla produzione. Ma per crescere in valore occorre puntare al nuovo e miglior rapporto valore/identità abbandonando il mix qualità/prezzo che spinge al ribasso”, dice **Giampietro Comolli presidente di Ovse-Ceves** dal 1991.

Il mercato si divide fra 720-725 mio/bott di metodo italiano e 27,5/28 milioni di metodo tradizionale. La produzione di metodo italiano ha come leader nazionale e mondiale il sistema **Prosecco** nelle diverse denominazioni docg e doc con 600 mio/bott  e un valore all’origine di 1,2 mld/euro per un fatturato al consumo di 3,9 mld/euro, di cui oltre 105 milioni di bott dei Docg trevigiani. Exploit dell’**Asolo Superiore Docg**.  Poi 55 milioni sono di **Asti Docg dolce e secco**, altre 30 di etichette Docg-Doc, altre 35 milioni sono Vsq&vitigni, prodotte in tutte le regioni. La produzione di metodo tradizionale-classico vede sempre il primato della **Franciacorta** con 17,1 mio/bott, poi il **Trento** con 8,7 mio/bott che fa registrare la miglior performance anno su anno (+9%), l’**Oltrepò Docg** e l’**Alta** **Langa** si dividono circa 0,9 mio/bott con crescita e vantaggio dei piemontesi; infine un altro milione è prodotto in quasi tutte le Regioni fra Do e Vsq.  Comolli : “Il mercato interno cresce ma più differenziato, consolida vendite nella gda, aumenta l’horeca, più acquisti in cantina, fatica sempre l’e-commerce. Molto bene i **Nebbiolo brut rosè**, l’**Alto Adige metodo tradizionale** e i **Monti Lessini Durello** nelle versioni italiano e classico. Boom 2019 (+18%) di etichette di medio-piccole cantine, soprattutto uve autoctone spumantizzate con metodo tradizionali,  per l’ horeca locale e consumi prossimali”. 

L’**export** si conferma la destinazione con la maggiore crescita, nessuna influenza di dazi e cambi moneta: a parte la Germania che segna ancora un anno in calo (-8%) a vantaggio di un incremento di vino-base tranquillo e un leggero freno in Usa (solo +5%), tutti gli altri paesi crescono ancora, dal 6% di Uk al 26% del Giappone, fino al 15-16% di Russia e Francia. Cresce e si posizione a 2,9 mio/bott (+3% rispetto al 2018)l’export di metodo tradizionale grazie ai marchi leader di Franciacorta e Trento. L’Italia è il primo produttore al mondo con una quota del 27%, primo esportatore e primo al mondo per i vini con metodo charmat o italiano. Comolli: “Bisogna non dare per scontato nulla, puntare su canali innovativi e nuovi paesi oltre gli attuali 115. In soli 5 Paesi va il 61% dell’export. Urgono azioni di formazione e valorizzazione, una casa e un percorso unitario che esalti le differenze, che spieghi al consumatore straniero (e anche nazionale) la grande biodiversità enologica: l’Italia vale di più di altri paesi se esalta la ricchezza patrimoniale, se la piramide è territoriale e non aziendale, se la formazione è legata stretta alla commercializzazione”.

 
