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Accordo Ue-Australia: da monitorare il capitolo sulle Indicazioni Geografiche
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“La chiusura del negoziato rappresenta un risultato importante che premia l’impegno delle Istituzioni europee. Nell’ambito di uno scenario globale instabile, l’accordo offre alle imprese nuove opportunità per diversificare le esportazioni e rafforzarsi in un mercato ad alto potenziale”, dichiara il Presidente di Federvini Giacomo Ponti.“L’eliminazione dei dazi rappresenta, senza ombra di dubbio, un traguardo per il Made in Italy. Sicuramente da migliorare il capitolo sulle Indicazioni Geografiche da cui ci saremmo aspettati di più: alcune concessioni alla controparte australiana, pur comprensibili nella logica più ampia del negoziato, andranno monitorate con attenzione”.
L’accordo siglato prevede l’eliminazione delle tariffe su vini - inclusi spumanti e vini aromatizzati - e sulle bevande spiritose, con un azzeramento dei dazi attualmente fissati al 5%. Viene inoltre rafforzata la tutela delle Indicazioni Geografiche grazie all’aggiornamento dell’accordo bilaterale sul vino, che include la revisione dell’elenco completo delle IG europee e delle menzioni tradizionali protette in Australia. In questo contesto, non convince fino in fondo la soluzione prospettata per la denominazione “Prosecco”: pur prevedendo un phasing outdi dieci anni sui vini australiani esportati, i produttori locali potranno continuare ad usare tale denominazione nel mercato interno. Desta altresì perplessità la circostanza che i produttori australiani potranno avvalersi ancora della denominazione “Grappa”, purché ne dimostrino il precedente utilizzo nei cinque anni antecedenti all’entrata in vigore dell’accordo.
Nel ribadire la propria posizione a favore degli accordi di libero scambio di merci, quale fattore di crescita e sviluppo economico, Federvini auspica che l’accordo giunga a ratifica dopo il vaglio delle Istituzioni comunitarie, con la maggiore tutela possibile delle nostre Indicazioni geografiche.
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