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Negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una forte espansione dei canali digitali e delle vendite a distanza. Ma per le aziende di vini e spiriti quali sono i passi più opportuni per approcciarsi ai mercati esteri e online? L'argomento è stato affrontato da Federvini lo scorso 24 marzo nel webinar “Piattaforme digitali e vendite a distanza: quali opportunità per il settore vini e spiriti”. 

Partendo dal “Patto per l’export" lanciato dal Ministero degli Affari Esteri, sono state illustrate dall’Agenzia Ice gli accordi stipulati sulle principali piattaforme digitali dedicate ai settori vini e spiriti ed è stato offerto da Ups Italia un approfondimento sugli aspetti doganali, fiscali con un’attenzione particolare alla materia degli imballaggi.

Il ricorso alle vendite online è una tendenza  mondiale in forte ascesa: secondo una recente ricerca condotta da International Wine & Spirit Research (Iwsr) su un target di 16 mercati chiave nel 2020 l’e-commerce di alcolici segna +43%. E per il 2025 nei mercati chiave mondiali si  stima una crescita delle vendite on-line del 66% per un volume di oltre 42 miliardi di dollari. La Cina rimane in testa nella classifica dei  paesi acquirenti online (quasi il 60% degli  acquisti di alcolici), ma si stima che nel 2025  gli Usa diventeranno il primo mercato per  questo tipo di acquisti.

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«In quest'ottica - ha spiegato il ministro Stefano Nicoletti vice direttore centrale per l'internazionalizzazione della DG Sistema Paese–Maeci - il Ministero ha messo a disposizione una serie di attività di sostegno alle aziende del settore vinicolo». Tra queste dei voucher per  investimenti legati a  digitalizzazione ed  e-commerce; fornitura gratuita di servizi a favore delle Pmi da  parte di primari provider digitali (Adiacent, Bonucchi  e Associati, eBay, Google, Italiaonline, Metagorà,  Nexi Payments e Statista.com); contratti firmati a  febbraio 2022. Nel nel 2020-21, inoltre, ha sottoscritto contratti con le principali piattaforme  internazionali per la creazione di padiglioni virtuali del  Made in Italy (tra cui Amazon, Alibaba, WeChat,  Flipkart, Walmart).

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Dal canto suo Ice ha ricordato i pilastri della strategia messa a disposizione dall'Agenzia per supportare le esportazioni delle aziende italiane: partendo dalla formazione orizzontale e verticale per aziende di prodotti Made in Italy; e passando per la tutela del Made in Italy negli MOU. Ma anche la messa a disposizione di condizioni di accesso agevolate o gratuite; e l'assistenza end-to-end: creatività, sistema dei pagamenti, costruzione e-store, logistica e customer care...; così come spazi dedicati a prodotti autentici Made in Italy e campagne pubblicitarie per aumentare visibilità dei prodotti italiani.

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«Abbiamo inoltre - ha spiegato Brunella Saccone, responsabile promozione vini e bevande alcoliche dell'Ufficio Agroalimentare e Vini di Agenzia Ice - accordi commerciali con quasi tutte le piattaforme di vendita online, da Alibaba a Tannico a Eataly ad Amazon. Ma poiché ognuna opera in modo differente è opportuno che le aziende facciano uno studio accurato delle diverse piattaforme e dei diversi mercati per muoversi al meglio». Anche in questo Ice può essere di supporto. 

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«Il Covid ha lasciato segni indelebili anche nell’economia - ha ricordato Lotta Vikman, marketing director Ups Italia -. L’e-commerce è sempre più un asset fondamentale per le imprese per aumentare engagement dei clienti finali e la brand awarness anche in mercati considerati lontani fino a qualche anno fa. In questo l’export digitale è una leva fondamentale di crescita. Ma al di fuori dei confine nazionali bisogna confrontarsi con accise, dazi e vincoli (diverse per B2B e B2C) per cui è importante affidarsi a persone esperte per iniziare nel migliore dei modi il proprio progetto e-commerce».

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