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La questione del l'aceto balsamico sloveno non è stata ancora risolta. La Commissione europea non ha finora agito, nonostante l'opposizione dell'Italia. Ieri si è svolta in Commissione Agricoltura al Senato l’audizione dei rappresentanti del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: Mariangela Grosoli, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP,  Federico Desimoni, Direttore Generale del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, e Cesare Mazzetti, Vicepresidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP e Consigliere del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena DOP.

Questi i punti salienti emersi durante l'audizione:

  • l’aceto balsamico di Modena è un IGP, inoltre vi sono due aceti balsamici tradizionali di Modena e di Reggio-Emilia, che sono due DOP, i prodotti si sono sviluppati a partire dagli anni ’80 e il Consorzio è il sesto per volumi tra le Denominazioni geografiche italiane;
  • il comparto fattura oltre €1 miliardo, con un mercato export indirizzato prevalentemente all’Europa, Germania in testa, e agli Stati Uniti;
  • vi è un aggiramento del Regolamento comunitario da parte della Slovenia, la quale possiede una legge già in vigore, e legittimamente in vigore, nel proprio Paese per produrre aceto balsamico generico, che crea un precedente di aggiramento del Regolamento comunitario nel riconoscimento dei prodotti alimentari di qualità. 
  • si chiede di attuare un passo formale per far rientrare questo grave pericolo per la qualità certificata delle produzioni italiane;
  • la concorrenza leale tra Paesi è garantita dagli standard europei. La Slovenia con la sua nuova norma recepisce gli aspetti generali dello standard ma pone un’aggiunta in netto contrasto con tutto l’impianto della norma medesima. Sono immesse infatti al suo interno delle eccezioni che esplicitano la materia da cui è prodotto l’aceto ed eventualmente la sua aromatizzazione, ad eccezione di due casi, come recita un comma del provvedimento: gli aceti vegetali e un aceto al quale può essere aggiunto del mosto, il quale può dunque chiamarsi aceto balsamico, senza la specificazione “di …”. Il legislatore sloveno ha dunque stabilito che l’espressione non fosse in qualche modo evocativa, causando sia la violazione di due standard europei, sia di una norma nazionale;
  • la norma slovena, ricadendo della Direttiva 1535/2015, è stata notificata alla Commissione europea e a tutti gli Stati membri. L’Italia ha preso una posizione formale, depositando un parere circostanziato in cui specificava quali fossero i motivi giuridici per cui si opponeva e chiedeva una modifica. Scaduto il periodo di standstill, la Commissione europea 
    • non ha espresso alcun parere e la procedura si è chiusa senza che alcuna azione fosse stata attuata. La norma slovena il 31 luglio è entrata in vigore e già sul mercato sono stati rilevati gli aceti balsamici sloveni – che balsamici non sono;
    • il Ministero delle Politiche agricole sostiene il Consorzio, mentre l’Avvocatura dello Stato ha reputato che oggi vi sono le condizioni per poter avviare una procedura di infrazione, prevista dall’art. 259 del TFUE. La Conferenza Stato-Regioni si è inoltre dichiarata a sostegno di tale tipo di azione. La norma slovena oltre all’infrazione dei Regolamenti va inoltre a violare almeno quattro articoli del TFUE inerenti:  il riavvicinamento della legislazione degli Stati, la tutela del consumatore, la tutela della proprietà industriale, la tutela della PAC. Tale tipo di arroganza istituzionale si è manifestata anche nel caso del Prosecco, con legittimazione della concorrenza sleale a livello europeo e mondiale;
    • è necessario che il Consiglio dei Ministri autorizzi l’Avvocatura dello Stato alla procedura di infrazione prevista dall’art. 259 del TFUE. Se si prolungasse un ritardo nell’azione da parte italiana ciò potrebbe essere interpretato come una forma di acquiescenza e dunque potrebbe non giocare a favore dell’Italia in sede unionale;
    • il Ministro delle Politiche agricole Patuanelli ha assicurato che sta portando avanti un’azione diplomatica con il suo omologo Ministro in Slovenia. Il Consorzio richiede, ad ogni modo, di percorrere il piano legale, pur considerando che se vi fosse uno spiraglio nel futuro, l’azione diplomatica risulterebbe, in ogni caso, un’opzione da intraprendere.

    Link allo streaming dell’audizione. 

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