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Martedì, 01 Dicembre 2009

Federvini – pieno supporto dei produttori Europei a strategie UE ma no a demonizzazione vino e alcol

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01 dicembre 2009

I produttori europei di bevande alcoliche confermano il proprio impegno e adesione alle politiche sull’alcol dell’Unione europea, condannano fermamente l’abuso delle bevande alcoliche e sottolineano l’importanza di misure e programmi rivolti specificamente a coloro che fanno un utilizzo sconsiderato di questi prodotti piuttosto che quelle che colpiscono e penalizzano indiscriminatamente la maggior parte dei consumatori che invece hanno stili di consumo responsabili.

Ad affermarlo sono le principali sigle che riuniscono tutti i produttori di bevande alcoliche, e cioè il Comité Europeén des Entreprises Vins – CEEV e lo European Spirits Organisation – CEPS, in occasione dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della Salute Ue del documento con le conclusioni sul consumo di alcolici.

A farne eco in Italia è Federvini, la Federazione italiana industriali produttori importatori ed esportatori di vini acquaviti liquori sciroppi ed affini, che per voce del presidente Lamberto Vallarino Gancia, sottolinea la necessità di non generalizzare. “Demonizzare il vino e le bevande alcoliche non serve a nulla. È necessario agire, soprattutto nei confronti dei giovani, per promuovere stili di consumo mediterranei, e cioè moderati, conviviali e ai pasti, tipici della nostra cultura secolare e garanzia di responsabilità e misura”.

“In Italia - ricorda Vallarino Gancia - contrariamente a quanto succede negli altri Paesi europei (e in particolare con quelli del Nord: UK e Germania) la tendenza ad eccedere con l’alcol riguarda una piccola parte della popolazione. In particolare poi, il Binge drinking, bere eccessivamente con lo scopo di stordirsi, nel nostro Paese è un fenomeno meno frequente e riguarda un segmento molto ristretto di giovani, solo uno su dieci. È il segno – conclude il numero uno dei produttori di vino e bevande alcoliche – che la cultura della moderazione nel nostro Paese è ben radicata, grazie all’insegnamento trasmesso dalle famiglie di uno stile di consumo responsabile, diluito, ai pasti e conviviale. Una modalità di consumo che non lascia spazio alla cultura dello sballo e agli incidenti stradali causati dall'eccesso di alcol”.

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