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“Instabilità geopolitiche, guerre commerciali, dazi e Brexit hanno forti ripercussioni sulle esportazioni vinicole. È quidi fondamentale avviare una vera e propria ‘cabina di regia’ tra istituzioni e filiera del vino, luogo di confronto per realizzare un prezioso gioco di squadra ed individuare opportune strategie per un settore che è ambasciatore nel mondo del made in Italy”. 

Lo ha ribadito oggi al ‘Tavolo del Vino’, promosso dal ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, la filiera rappresentata dai presidenti delle organizzazioni più autorevoli del settore (Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Assoenologi, CIA Agricoltori, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, Unione Italiana Vini).

“Abbiamo apprezzato l’approccio pragmatico e la disponibilità espressa dalla ministra Bellanova ad un confronto diretto e costruttivo - hanno aggiunto i rappresentanti della filiera -. I produttori intendono essere al fianco delle istituzioni e da queste si aspettano un reciproco sostegno anche su tutta una serie di delicati temi da affrontare nei prossimi mesi, come la nuova politica agricola comune, la semplificazione degli adempimenti burocratici, l’evoluzione dei modelli di commercializzazione, l’attenzione alla sostenibilità, il vino come parte integrante della dieta mediterranea, il suo consumo responsabile e le nuove sfide legate all’etichettatura. Ci auguriamo - hanno continuato - che la cabina di regia possa essere operativa in tempi rapidi, con obiettivi chiari e scadenze definite, coinvolgendo i soggetti maggiormente rappresentativi delle imprese attive in vigna, in cantina e sui mercati”.

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Le organizzazioni agricole e settoriali da vari anni hanno attivato un tavolo di analisi e proposte che ha consentito di raggiungere importanti traguardi come il ‘Testo Unico del Vino’. La richiesta, ora, è di avere presto tutti i decreti applicativi entro Vinitaly 2020, la fiera in programma a Verona dal 19 al 22 aprile prossimi.L’esortazione - hanno concluso i presidenti - è di collaborare all’obiettivo comune della crescita in reputazione e valore dell’Italia del vino”. 

"Ai temi condivisi con la filiera ed alla esigenza che ci sia una forte corrispondenza fra il valore del vino italiano sul mercato e uno sviluppo continuo della filiera aggiungo due note specifiche - sottolinea Piero Mastroberardino, presidente Gruppo Vini di Federvini -. Pur rispettando le prerogative assegnate alle autorità locali, in materia di piani paesaggistici e piani ambientali serve una linea di indirizzo condivisa a livello nazionale. Il settore vitivinicolo rappresenta un patrimonio nazionale e come tale deve essere trattato. Inoltre occorre mettere meglio in rete tutti gli enti di ricerca: le aziende hanno bisogno di conoscenza e sono in grado di offrire conoscenza. Tutti insieme possiamo conseguire maggiori risultati".

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