Giuseppe Vessicchio, conosciuto col diminutivo di Peppe o Beppe è l'eclettico musicistaarrangiatoredirettore d'orchestracompositorepersonaggio televisivo. Ha collaborato con musicisti del calibro di Buonocore, BennatoDi CapriGagliardiSastri e Gino Paoli. Vincitore di numerosi premi, è stato anche arrangiatore per Roberto VecchioniAndrea BocelliElio e le Storie TeseSyriaZuccheroLorella CuccariniAvion TravelRonBiagio AntonacciOrnella VanoniFred Bongusto, i BaraonnaTom JobimIvana SpagnaMax GazzèValerio Scanu. Ha diretto in mondovisione l'orchestra che ha suonato in onore di John Lennon dal Cremlino; al Teatro Smeraldo di Milano ha poi diretto ”Mario Biondi and Duke Orkestra”. Nel 2017 e nel 2018 fa parte della commissione selezionatrice dei brani del 60° e 61° Zecchino d'Oro. E sempre nel 2018, ha accettato di dirigere l'orchestra della band rock più grande del mondo, il progetto Rockin'1000, allo Stadio Artemio Franchi di Firenze.

Dopo aver lasciato la direzione d'orchestra del Festival di San Remo e di Amici di Maria De Filippi si è dedicato ad alcuni progetti sperimentali. Non meno stimolanti ed entusiasmanti. Come quello di affinare il vino in musica! Lo abbiamo incontrato a Rocchetta Tanaro (Asti) proprio in occasione della presentazione dei risultati del suo ultimo "esperimento": il vino ReBarba.

Maestro, cos'è il ReBarba?

E' una nuova Barbera d’Asti vendemmia 2016 armonizzata in musica e firmata dalle Cantine Post dal Vin di Rocchetta Tanaro. Il nome è stato scelto da me: è un anagramma di Barbera ed è il re della barba e della Barbera. Anche il disegno sull’etichetta ricorda un volto con la barba. Sono già pronte 4mila bottiglie e altre 4mila sono in fase di trattamento.

Come è nata questa idea? E perché da Napoli è venuto a Rocchetta Tanaro?

Diciamo che innanzitutto il musicista per definizione è un operatore ambulante, cioè il musicista stabile nell'orchestra Tal dei Tali è un'invenzione moderna, perché i musicisti hanno sempre viaggiato e devono continuare a farlo, secondo me. Perché solo scambiando conoscenza con altri luoghi possono realmente continuare ad affinare, come il vino, le proprie capacità. Sono venuto a Rocchetta Tanaro perché Beppe Sardi, che è un cuoco, è stata una straordinaria conoscenza fatta quattro anni fa durante un tour finanziato da Conad, dove univamo informazioni musicali con quelle enogastronomiche, nonché analisi dell'economia del territorio. Ho quindi conosciuto lo chef Beppe Sardi, che lavorava per la Compagnia degli chef (tuttora lavora per loro) ed è nata un'amicizia basata anche sul fatto che Beppe suona nella banda di Rocchetta Tanaro, quindi la musica è stata un punto di incontro e ancora di più, devo dire, la gastronomia e la passione per la vita, perché la musica ha senso soltanto se la relazioniamo al vivere. Di per sé sarebbe solo una forma d'arte che non trova una felice interazione rivolta ai nostri pensieri, alla nostra storia, con il nostro vissuto e che rischia di restare fine a se stessa. Con Beppe, quindi, abbiamo cominciato un'avventura di conoscenze, delle sue passioni per la cucina piemontese, per la mia passione per la ricerca dell'armonia in ogni situazione. In definitiva, anche il vino è un organismo vivente e reagisce così come gli umani, le piante o gli animali.

Ma come avviene questo affinamento?

Le nuove aggregazioni supramolecolari indotte da questo affinamento chiamato Freman, FREquenze e Musica Armonico-Naturale, sono riscontrate come migliorative del prodotto sotto vari aspetti, anche quello della digeribilità. Questa nuova condizione è anche testimoniata da strumentazioni usate in ambito fisico. Dopo tre anni di risultati affermativi forniti da palati eccellenti in seguito a test dimostrativi, la tecnica di “armonizzazione” del vino promossa e attuata da me in collaborazione con Michele Carone e Andrea Rizzoli arriva nelle terre della Barbera d’Asti.

Davvero il vino ama la musica?

Il vino sottoposto alle sperimentazioni ci ha dato risultati straordinari, testimoniati da spettrofotometri a raggi ultravioletti. Effettivamente certa musica, la musica che ha particolari capacità polifoniche, induce il vino a una catalisi ristrutturativa, cioè induce il vino a cercare all'interno di se stesso le migliori condizioni di equilibrio di legami. La Barbera che abbiamo armonizzato presso la cantina Post dal vin non è altro che una Barbera di quelle che hanno loro, ma che sottoposta a questo trattamento ha scatenato una nuova armonia supramolecolare. Non è cambiata la molecola, i dati chimici di base sono gli stessi, ma il gusto è completamente diverso e non solo il gusto, anche la longevità si annuncia straordinaria, i profumi... insomma tutto quello che poi gli enologici - non solo l'enologo della cantina, che può sembrare di parte, ma tutti coloro che lo hanno assaggiato - hanno testimoniato. Potevano non farlo, lo hanno fatto con grande sincerità e con slancio, quindi siamo solo contenti.

Qual è la musica che piace di più al vino?

Al vino, così come ai topi, così come alle vacche che producono più latte, di sicuro piace la musica di Mozart. Quindi bisogna scegliere una musica che contiene questo tipo di informazioni di equilibrio. È proprio un dono del compositore. Io ho studiato il fenomeno, e oggi utilizzo musica composta da me ma attentamente rispondente a certi criteri della fisica. Per esempio, l'equilibrio del moto contrario: quando sposti un vettore, ovvero una nota, in una direzione che può essere ascendente, è necessario un bilanciamento discendente di un'altra voce. Questo tipo di attenzione all'equilibrio era in voga nella polifonia vocale del Seicento ed è stata poi dimenticata, è stata sorpassata dai modernismi ed io non faccio altro che ricollegarmi ad un'antica scuola e portarne avanti il linguaggio. Ovviamente, non possiamo tornare a scrivere come facevano allora, ma possiamo tenere conto di questi principi fisici.

Questa tecnica di armonizzazione funziona anche con altri alimenti? Magari con gli spirits, come gin o whisky...

Certo. E lo stiamo sperimentando già presso alcune distillerie italiane. Stiamo facendo i test e adesso aspettiamo le risposte. L'abbiamo provato anche sulla pasta secca di Gragnano. L'abbiamo provato sul pomodoro trasformato. Deve sapere che il pomodoro è la mia grande passione, ho anche scritto il libro "La musica fa crescere i pomodori". Ma mi sto spingendo anche oltre. Con alcune aziende in Campania stiamo sperimentando un nuovo sistema di "sterilizzazione" a freddo: per ottenere il vuoto all'interno del barattolo necessariamente bisogna raggiungere certe temperature, ma che alterano la qualità del pomodoro. Quindi la scommessa con queste aziende è di lavorare il pomodoro a 65°C massimo e cercare, attraverso una riorganizzazione molecolare indotta dalla musica, di riuscire a ottenere la sterilizzazione senza incappare in problemi di batteri.

E come è possibile?

 

Attraverso la musica prepariamo le molecole affinché non possano alloggiare i batteri. È una cosa stranissima, ma è una sperimentazione, come le dico, quindi potrebbe anche non riuscire. Proviamo a fare questa operazione e poi dopo proviamo a chiudere e a conservare il pomodoro senza ulteriori interventi. Per fornire a chi stappa questo barattolo quel gusto inebriante che ha il pomodoro fresco appena macinato. 

Un consiglio per chi vuole tentare strade nuove nel vino?

Posso solo dire di non smettere di provare, supportati dalla scienza e dalle nuove conoscenze sulla fisica e sulla chimica della natura.

 

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