La disputa commerciale tra Stati Uniti e Canada si estende al settore delle bevande alcoliche. A partire dal 29 settembre 2026, Washington vieterà l’importazione dal Canada di numerose categorie di alcolici, in risposta alle misure adottate da Ottawa nell’ambito del confronto commerciale tra i due Paesi.
Il provvedimento è contenuto in un proclama presidenziale emanato l’8 settembre dall’amministrazione Trump. Il divieto riguarda spumanti, alcuni vini d’uva, vermouth, sidro, brandy, bourbon, rye whiskey, rum, gin, vodka, liquori, tequila e mezcal. I prodotti importati prima dell’entrata in vigore della misura continueranno invece a essere soggetti a un dazio ad valorem del 50%, applicato ai sensi della Section 338.
La decisione statunitense arriva dopo l’introduzione da parte del Canada di contro-dazi su 20 miliardi di dollari di importazioni dagli Stati Uniti. Le tariffe canadesi, comprese tra il 15% e il 50%, sono entrate in vigore l’8 settembre 2026.
Parallelamente, l’amministrazione Trump ha modificato il trattamento riservato ad alcune categorie di prodotti canadesi. In un secondo proclama, Washington ha stabilito che, a partire dal 15 settembre, alcuni whisky, liquori e cordiali commercializzati in contenitori con capacità superiore a quattro litri non saranno più soggetti al dazio ad valorem del 50% previsto dalla Section 338. Questi prodotti non figurano inoltre tra quelli interessati dal divieto di importazione che entrerà in vigore il 29 settembre.
Sul confronto tra i due Paesi è intervenuto anche il Distilled Spirits Council of the United States (DISCUS). Il presidente e amministratore delegato dell’organizzazione, Chris Swonger, ha ricordato che i distillatori americani stanno subendo da oltre un anno e mezzo le conseguenze della disputa commerciale. Secondo Swonger, la rimozione degli alcolici statunitensi dagli scaffali dei negozi nelle province canadesi ha determinato una contrazione superiore al 70% delle esportazioni di distillati americani verso il Canada.
Il DISCUS ha sottolineato di non auspicare che i produttori canadesi debbano affrontare difficoltà analoghe e ha espresso la speranza che le nuove misure inducano i due governi a tornare al tavolo negoziale prima dell’entrata in vigore del divieto. L’organizzazione ha quindi invitato i leader di entrambi i Paesi a raggiungere un accordo che consenta il ritorno dei distillati statunitensi sugli scaffali dei rivenditori canadesi e riporti il settore a un regime tariffario permanente «zero-for-zero».
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