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Usa-Indonesia, intesa commerciale al via entro 90 giorni
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Gli Stati Uniti e l’Indonesia hanno confermato la loro “forte determinazione” a dare attuazione, entro 90 giorni, a un accordo commerciale destinato a incidere in modo significativo sulle relazioni economiche bilaterali. Resta tuttavia aperta la possibilità di apportare modifiche al testo, qualora entrambe le parti vi acconsentano, come precisato da un ministro indonesiano.
Il giorno 20 febbraio 2026, i Presidenti dei due Paesi hanno firmato un documento che sancisce la volontà congiunta di implementare un’intesa che eliminerà le barriere tariffarie su oltre il 99% dei prodotti statunitensi esportati in Indonesia. Parallelamente, Washington ridurrà i dazi “reciproci” dal 32% al 19% sulle importazioni provenienti dall’Indonesia, con alcune eccezioni: determinati prodotti tessili e dell’abbigliamento beneficeranno di un’aliquota “reciproca” pari allo 0%.
Secondo quanto riferito dal Ministro indonesiano per gli Affari Economici Erick Thohir, gli Stati Uniti avrebbero concesso esenzioni tariffarie su oltre 1.700 prodotti, tra cui caffè, spezie e cioccolato. Il Ministro ha inoltre dichiarato che l’accordo entrerà in vigore entro 90 giorni, sottolineando che “potrebbero ancora essere apportate modifiche se entrambi i Paesi saranno d’accordo”.
L’Ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta ha evidenziato che questa intesa prende in considerazione anche una serie di barriere non tariffarie, prevedendo, tra l’altro, la “rimozione di requisiti onerosi di certificazione ed etichettatura” e l’“eliminazione delle procedure pre-imbarco”. Inoltre, l’Indonesia si sarebbe impegnata ad “affrontare e prevenire ostacoli alla commercializzazione dei prodotti agricoli statunitensi sul mercato indonesiano”, esentando alimenti e prodotti agricoli da tutti i regimi di licenza all’importazione e garantendo trasparenza ed equità in materia di indicazioni geografiche, incluse quelle relative a carni e formaggi.
Particolarmente rilevante è il riferimento alla Sezione 232. Nella scheda informativa diffusa dall’Ambasciata statunitense si afferma che “gli Stati Uniti potrebbero valutare positivamente l’impatto dell’Accordo sulla sicurezza nazionale, anche tenendone conto nell’adozione di misure commerciali ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, come modificato (19 U.S.C. 1862)”. Sebbene, in base alla Sezione 232, i dazi possano essere applicati esclusivamente su base settoriale e non globale, il Presidente degli Stati Uniti può imporli senza un limite massimo predeterminato, con la facoltà di aumentarli ulteriormente.
L’accordo si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione della politica commerciale statunitense. Come osserva il New York Times nell’articolo “They Did Deals With Trump to Get Lower Tariffs. Now They Are Stuck.”, l’introduzione di nuovi dazi globali del 15% ai sensi della Sezione 122 da parte del Presidente Trump potrebbe aver indotto Paesi quali Cambogia, Indonesia e Malaysia — che hanno accettato tariffe del 19% — e il Vietnam, che ha concordato un’aliquota del 20% in un accordo quadro, a interrogarsi sull’opportunità di aver concluso rapidamente intese con Washington e sulla tenuta degli accordi esistenti. Il quotidiano riporta inoltre che Malaysia e Indonesia hanno precisato pubblicamente di non aver ancora ratificato i rispettivi accordi con gli Stati Uniti.
Photo Credit: Freepik
Source: The New York Times
