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22 Settembre 2026

Nuova Zelanda: Il Parlamento approva l’accordo di libero scambio con l’India

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di Federvini | in 
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Il 16 settembre 2026, il Parlamento della Nuova Zelanda ha approvato la legislazione necessaria ad attuare l’accordo di libero scambio con l’India, con 93 voti favorevoli e 29 contrari. Il provvedimento, sostenuto anche dal Partito Laburista all’opposizione, attende ora l’approvazione formale del Governatore generale. In India è invece in corso il processo di ratifica e, secondo quanto riportato, l’intesa potrebbe entrare in vigore già a ottobre.

L’accordo prevede l’eliminazione o una significativa riduzione dei dazi su circa il 95% delle esportazioni neozelandesi verso l’India. Più della metà dei prodotti interessati sarà esente da dazi fin dal giorno dell’entrata in vigore dell’accordo. Tutti i prodotti indiani, invece, avranno accesso senza dazi al mercato neozelandese.

Tra i principali benefici indicati dal ministro neozelandese del Commercio e dell’Agricoltura Todd McClay figurano quelli destinati al settore primario. I prodotti neozelandesi potranno beneficiare dell’accesso senza dazi entro una quota che salirà a 15.000 tonnellate nei prossimi sei anni. Dall’altra parte, alle esportazioni oltre tale quota sarà applicata una riduzione tariffaria del 50%. I dazi su carne ovina, lana, carbone e quasi tutti i prodotti forestali saranno immediatamente azzerati. Per la maggior parte del pesce e dei prodotti ittici, l’attuale tariffa del 33% sarà eliminata nell’arco di sette anni, mentre quella sul miele di mānuka scenderà dal 66% al 16,5% in cinque anni.

McClay ha definito l’intesa positiva per l’economia, gli esportatori e la Nuova Zelanda, ringraziando il Partito Laburista per il sostegno. Il laburista Damien O’Connor, portavoce dell’opposizione, ha definito l’accordo un importante passo avanti nei rapporti con il Paese più popoloso del mondo. Il Partito Laburista avrebbe preferito modifiche alle disposizioni sulla migrazione, anche per affrontare il problema dello sfruttamento dei migranti.

A favore dell’accordo hanno votato New Zealand National Party , ACT e il Partito Laburista; contrari New Zealand First, Partito Verde e Te Pāti Māori. New Zealand First ha anche rallentato l’iter parlamentare durante l’esame del provvedimento. Una delle principali contestazioni ha riguardato l’obiettivo di promuovere investimenti diretti neozelandesi in India fino a 20 miliardi di dollari statunitensi nell’arco di 15 anni. Labour ha tuttavia sottolineato che si tratta di un impegno a promuovere gli investimenti e non di un obbligo relativo all’importo stesso.

Pur avendo espresso lo stesso voto, New Zealand First e Verdi hanno manifestato motivazioni differenti. New Zealand First ha manifestato preoccupazione per percorsi migratori considerati privi di limiti, mentre i Verdi hanno concentrato le critiche soprattutto sugli aspetti economici e sulle possibili conseguenze per i lavoratori indiani. Il deputato verde Steve Abel ha richiamato in particolare la situazione del settore lattiero-caseario indiano, composto da circa 80 milioni di allevatori, molti dei quali possiedono soltanto poche mucche e praticano un’agricoltura di sussistenza.

Nuova Zelanda e India avevano firmato l’accordo nell’aprile 2026. Nell’anno conclusosi a giugno, gli scambi bilaterali hanno raggiunto 3,99 miliardi di dollari neozelandesi, pari a 2,29 miliardi di dollari statunitensi. L’India risultava il nono mercato di esportazione della Nuova Zelanda per beni e servizi. L’accordo entrerà in vigore dopo il completamento delle procedure di ratifica in entrambi i Paesi.

Photo Credit: Magnific

Source: RNZ, Reuters

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