Le esportazioni di vino australiano hanno toccato il livello più basso degli ultimi due decenni. Secondo quanto rivelato dall’ente di settore Wine Australia nel suo rapporto annuale sulle esportazioni nel periodo che si è concluso a giugno 2026 le esportazioni sono diminuite del 7% in valore, attestandosi a 2,3 miliardi di dollari australiani, e del 6% in volume, raggiungendo i 598 milioni di litri.
È la prima volta dal 2004 che i volumi delle esportazioni scendono al di sotto dei 600 milioni di litri. Il calo si inserisce in un più ampio rallentamento del consumo globale di vino, che secondo Wine Australia è sceso al livello più basso dal 1961. Il settore attribuisce questa tendenza al cambiamento delle abitudini dei consumatori, alle pressioni legate al costo della vita e alla crescente domanda di bevande alcoliche alternative.
I tre principali mercati di esportazione dell’Australia, ovvero la Cina continentale, il Regno Unito e gli Stati Uniti, hanno tutti registrato un calo nell’ultimo anno.
Peter Bailey, responsabile delle analisi di mercato di Wine Australia, ha affermato che le sfide che gli esportatori australiani devono affrontare riflettono cambiamenti più ampi in tutto il settore vinicolo globale. «I dati provenienti da diverse fonti suggeriscono che il calo del consumo di vino a livello globale sia più di una semplice flessione a breve termine: è il riflesso di un cambiamento nel comportamento dei consumatori che sta ridefinendo la domanda in tutto il mondo», ha dichiarato.
Bailey ha aggiunto che questo cambiamento sottolinea l’importanza di comprendere l’evoluzione delle preferenze dei consumatori e di individuare i mercati in cui la domanda rimane forte.
La Cina continentale è rimasta il principale mercato di esportazione dell’Australia in termini di valore, nonostante un calo del 15% a 756 milioni di dollari australiani.
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