I produttori di Champagne hanno fissato a 8.800 Kg per ettaro la resa destinata alla commercializzazione della vendemmia 2026. Una quantità in calo per il quarto anno consecutivo quella annunciata dal Comité Champagne alla luce di un contesto geopoliico con notevoli incertezze e per le ricorrenti problematiche dettate dall'andamento climatico. Nel 2025 erano stati fissati 9.000 chili per ettaro, dopo i 10.000 kg del 2024 e gli 11.400 kg del 2023.
"Si tratta - spiega una nota dell'ente che rappresenta oltre 16.000 Vigneron e 350 Maison - di una decisione collettiva volta a riequilibrare progressivamente gli stock, salvaguardando al tempo stesso la sostenibilità economica del vigneto e il mantenimento dei loro elevati standard qualitativi".
La campagna viticola 2026 nel distretto produttivo è stata caratterizzata da una forte diversità a seconda delle zone, a seguito di episodi di gelo, intense ondate di caldo a giugno e, più recentemente, l'insorgere della siccità. Al tempo stesso, le condizioni di mercato restano complesse.
A fine giugno 2026, fa sapere il Comité Champagne, le spedizioni hanno raggiunto 107,1 milioni di bottiglie, con un lieve incremento dell'1,2%, trainato dalle esportazioni, mentre il mercato francese continua a registrare una flessione.
“In un’annata viticola caratterizzata da una forte disomogeneità e da condizioni climatiche impegnative, la nostra responsabilità è preservare gli equilibri economici delle aziende mantenendo al tempo stesso l’elevato livello qualitativo che rappresenta un requisito fondamentale per la Champagne. La resa fissata quest’anno riflette una decisione ponderata, attenta sia alla realtà del vigneto sia al futuro della filiera”, ha dichiarato Maxime Toubart, presidente Syndicat Général des Vignerons de la Champagne e co-presidente Comité Champagne.
“La Champagne dispone di un modello collettivo unico, che le consente di adeguare le proprie decisioni alle realtà del mercato senza perdere di vista l’obiettivo essenziale: preservare nel tempo il valore della denominazione. In un contesto economico ancora incerto e mentre la filiera prosegue il graduale riequilibrio degli stock, questa resa rappresenta un approccio responsabile”, ha concluso, David Chatillon, presidente Union des Maisons de Champagne e co-presidente Comité Champagne.
Fonte: ANSA, Winenews
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